Asconauto

Domenica mattina con il presidente Giorgio Boiani, all'indomani della giornata di formazione che ha convinto una quarantina di concessionarie Doc a inviare i propri responsabili di magazzino al primo evento loro dedicato nella storia del consorzio e di AsConAuto. La location, un meraviglioso resort in riva al mare, non deve trarre in inganno. La fotografia che più di tutte rappresenta il fine settimana del 6-8 ottobre a Castiglione della Pescaia (GR) è quella che vedete in home page, ribattezzata 'il conclave'. Non servono didascalie. E comunque a noi piacciono i racconti.

"Rivedendo alcune foto, tra cui quella del 'conclave', si ha proprio la sensazione forte, provata anche stamattina girando tra i tavoli a colazione, che i nostri magazzinieri si sentano meno soli. Ma ci sentiamo meno soli anche noi. Solitudine - spiega il presidente Boiani - è il momento in cui tu devi prendere decisioni per altri, come facciamo noi per tutte le aziende socie, e qualche volta ti senti impotente perché non hai riferimenti, perché non riesci ad avvicinare delle persone, a confrontarti con loro. In questi due giorni ho avuto la netta sensazione che qualcosa è cambiato".

Che cosa glielo fa credere?
Questi ragazzi hanno capito il valore di Doc, lo hanno capito di più, anche entrando nel merito dei programmi, dei progetti... Hanno capito il grande lavoro che sta dietro: tra il back office - quasi 60 persone di cui 8 nell'area informatica - e la struttura stessa di Doc, ci sono 70 persone che lavorano anche per loro.

La partecipazione è stata molto alta, e non mi riferisco ai numeri... 
Io sono ancora emozionato. Mi viene la pelle d’oca pensando a tutta la fatica - perché è stata fatica - per riuscire a creare un gruppo, riuscire a convincere i loro titolari a lasciarli venire e loro a convincere le famiglie a lasciarli andare (perché il week end è dedicato ai figli, alle mogli e anche se siamo al mare dedichi del tempo ad altre cose ed è un sacrificio). È stata una grande fatica però ampiamente ripagata. E io sono sicuro che con questi ragazzi, che sono qui oggi, d'ora in poi basterà una riga via mail, non serviranno più le newsletter, i video, le telefonate. Basterà una riga per vederli andare dai titolari e dire: "io parto per due giorni".

Chi non c’era che cosa si è perso?
Il problema è che chi non c’era non è che non ha voluto venire, chi non c’era non ha capito. E se non ha capito il problema è nostro, non è suo. Dobbiamo riuscire ad arrivare nell’intimo di questi imprenditori per far capire quello che il consorzio fa, quello che il consorzio mette a disposizione per la loro attività, per il loro risultato economico. Perché se da questi incontri nasce anche più fatturato, che è l’obiettivo finale, il beneficio ce l’hanno quelli che vengono, non quelli che rimangono a casa.
Mi sforzerò, con in mano la lista di coloro che non erano presenti, di far capire che non ci si può astenere da questi incontri. Astenersi vuol dire fare harakiri. 
Anche rispetto ai nuovi progetti - Area Riservata, Integra, tracciabilità dei colli - è vero che faremo formazione puntuale su ogni capitolo di ogni nuovo progetto, ma essere a Castiglione significava cogliere che la nuova Area Riservata è stata messa in linea esattamente il giorno che eravamo qui, significava cominciare a masticare un progetto, quello della tracciatura dei colli, che in altri consorzi AsConAuto è già operativo...

AsConAuto? 
Noi siamo fortemente connotati come Doc ma è come dire che siamo fortemente connotati come comune: il nostro è un comune di pochi abitanti che ormai si conoscono tutti. Però nel momento in cui suona l’inno nazionale noi ci alziamo e siamo Italiani. Va bene il comune della Doc ma l’inno nazionale è AsConAuto. 
Dobbiamo capire che è solo insieme a tante persone, a tanti consorzi, che riusciremo a vincere delle battaglie che si combattono al di fuori del nostro 'comune' e che non riusciamo più a governare. Internet, contraffazione, attacchi online… Se non capiamo che il territorio che dobbiamo coprire è un territorio nazionale, perché le nostre mura devono arginarsi intorno alla nazione e non intorno a un comune, noi siamo perdenti. È questo concetto che dovremo ripetere come un mantra sia all’interno dei consorzi, quindi con i concessionari e con i loro uomini, sia tra i clienti.

Rimarcare l’identità locale per salvaguardarla? Per il timore che si perda dentro AsConAuto?
Sì, ma io sono presidente dal primo giorno e tra un po’ divento come Putin che continua a rinnovare il mandato! Il mandato è diventato una cosa fittizia. Avrà notato che un altro dei miei piccoli obiettivi è quello di coinvolgere sempre di più i concessionari del CdA. Il consorzio non deve essere Boiani-dipendente, il consorzio deve dare respiro a quelli che vogliono offrire il proprio contributo. E qui farei una menzione alla grande crescita di Davide (Blatti, NdA). Abbiamo un capoconsorzio che oggi fa le veci del presidente. Questo risultato è anche il risultato della crescita delle persone.

Anche grazie ai promoter? Il collante nel quotidiano come qui a Castiglione? 
Non li ho menzionati un granché anche perché volevo dare più spazio ai magazzinieri. Però, se dobbiamo avere attenzione verso queste figure di concessionaria, non dobbiamo perdere di vista le nostre figure interne.
Molto spesso noi le diamo per scontate ma l’uomo, in qualunque ruolo, ha bisogno di attenzione. L’abbiamo sentito e visto nell’incontro di formazione del pomeriggio in cui, tra le tante forse un po’ più ovvie, è stata rimarcata una cosa importante: se io non ti do la giusta attenzione e non faccio in modo che tu ti senta coinvolto in quello che ti sto dicendo ti senti escluso, e sentirsi escluso significa non lavorare più in gruppo. Noi non possiamo permettercelo. 
Dobbiamo anche dire un’altra cosa: chi merita, quando l'impegno va oltre l’impegno base che l’azienda richiede, deve essere gratificato anche economicamente.

Stiamo arrivando al contest?
L’obiettivo primario del consorzio è quello di far crescere il fatturato. Per centrarlo dobbiamo agire su più fronti. La leva del magazziniere è una leva importante, ma gli dovevamo dare un parametro oggettivo. Inutile dire “cresciamo”. Ma cresciamo dove, come, perché? Io ti do gli strumenti per poter aumentare il tuo fatturato ma ti do anche una rilevazione che ti permette di confrontare il tuo risultato dell’anno prima con il risultato di quest’anno. Non solo. Ti permette di confrontare il tuo risultato di quest’anno con il risultato degli altri. Che non significa "io sono più bravo o meno bravo di te"; significa che, se ci sono aziende che riescono a performare in modo più importante di me, ho degli ampi margini di crescita, devo andare a cercare all’interno della mia azienda quali sono le aree in cui posso esprimere più fatturato.  

Un contest ancora in fase di rodaggio?
No no, i dati di agosto che abbiamo comunicato sono dati ufficiali. Per la cena di fine/inizio anno che faremo a gennaio avremo i risultati del contest agosto-dicembre e premieremo le prime cinque aziende.

"Questa iniziativa è l'inizio di un recupero". Come legge le parole del presidente nazionale AsConAuto, Fabrizio Guidi?
Probabilmente si è rivisto nella sua stessa azienda. Lo posso dire perché anch’io sono stato concessionario fino a pochi anni fa. Involontariamente, ma il service è un po’ il figlio di un dio minore, perché la vendita dell’auto pare sempre la star dell’azienda anche se i risultati in termini economici vengono dal service. E nel reparto service il magazzino è sempre stato visto come il figlio di un dio minore del minore. Io ricordo che i magazzinieri erano quelli che non coinvolgevi mai, con cui non parlavi mai, con cui confrontavi solo i risultati. E alla fine erano danni. Perché parliamoci chiaro: il magazziniere fa gli acquisti giornalieri; se non li governa si rischia di accumulare roba e accumulare soldi e poi buttare via tutto. A me è successo. 
Inglesizzare la loro posizione e farli diventare parts manager è un modo per dire che devono avere un trattamento identico alla figura del service manager. Perché il service manager si deve chiamare service manager e il responsabile ricambi magazziniere? Il service manager è il service manager e il responsabile di magazzino è il parts manager.

P.S. Restate sintonizzati: una dopo l'altra, vi proporremo interviste a parts manager, concessionari, promoter, partner... Tutte in presa diretta da Castiglione della Pescaia.

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