Massimo Pagani (Officina Pagani), “per l'elettrico non siamo pronti”
Massimo Pagani (Officina Pagani), “per l'elettrico non siamo pronti”

Massimo Pagani (Officina Pagani), “per l’elettrico non siamo pronti”

21/03/2024

“Dicono: Pagani è caro però lavora bene. Ogni tanto li vedi che girano, girano e poi arrivano con la grana da risolvere”. Massimo Pagani è la schiettezza fatta persona, anzi, fatta meccanico. Figli d’arte (il padre Santino ha avviato Autofficina Pagani nel 1977 insieme al cugino che si è poi ritirato e al fratello Pietro, l’unico tuttora in società), Massimo e suo fratello Matteo hanno mantenuto l’impronta familiare che caratterizza tutte le attività Pagani. Già perché a Oltrona di San Mamette (Co) dire Pagani è dire autoriparazione.

Un monopolio?
Una filiera. Quando sono partiti papa e zio, a Oltrona i Pagani offrivano i servizi di meccanica, elettrauto, rettifica motori, carrozzeria, e c’erano anche i cugini che riparavano i camion. Abbiamo sempre lavorato senza mai intralciarci. Anche noi facciamo tutto – revisioni comprese – tranne la carrozzeria. A parte che non riusciremmo a starle dietro, qui intorno ce ne sono tre, meglio collaborare.

È anche un problema di organico?
Oggi abbiamo tre dipendenti e mia moglie Alice che segue l’amministrazione. Mi sono appena arrivati due apprendisti e un operaio. Se rifiuto una candidatura poi magari un dipendente si licenzia e me ne pento. Sono pochi quelli che vanno in pensione con la stessa azienda, tanti cercano qualcosa in più, cercano l’oro e poi, dopo, si accorgono che l’avevano già trovato.

Che cosa dobbiamo sapere di Autofficina Pagani?
La cosa più importante è che il lavoro c’è, in queste settimane in cui è un po’ calato semplicemente non ci tiriamo il collo. Siamo in una struttura di 500 metri quadrati di proprietà, la stessa da sempre ma sempre in fase di miglioramento. Tre anni fa abbiamo installato i pannelli solari, il risparmio c’è, e continuiamo a investire nelle attrezzature.
Questa è una zona benestante, ripariamo il circolante dall’utilitaria alla Porsche. Fino ai primi anni Duemila siamo stati autorizzati Fiat, ma comandavano a casa nostra e questa cosa papà non la sopportava (tra parentesi, è anche il motivo per cui non lavoriamo con le flotte). Quando sono entrato io in pianta stabile, finito il militare e dopo aver lavorato in una concessionaria, abbiamo lasciato il marchio.

L’elettrico comincia a vedersi?
Avevo una mezza intenzione di installare la colonnina ma non l’ho fatto. Sono vigile del fuoco volontario e ci hanno spiegato che la normativa per la messa in sicurezza della macchina è ancora lacunosa, non ce la caviamo con il pes-pav. Per ora vediamo qualche plug-in per il tagliando e il cambio gomme, idem il mild hybrid, ed è capitato qualche lavoro di freni, nient’altro. Come settore non siamo pronti, non sono ancora i tempi. Chi guida elettrico va in concessionaria, e succede spesso che la stessa concessionaria ‘impacchetti’ la vettura e la mandi nella sede preposta di Casa madre.

In questo 2024 c’è da essere positivi?
Si lavora tanto ma si guadagna poco, c’è solo un gran movimento. Papà ha fatto i soldi lavorando, a me piace lavorare, ma paghi tante tasse e non ti rimane attaccato più niente. Cresce il fatturato, non i margini. Glielo dico sinceramente: spero che mio figlio non faccia il mio lavoro.

Restiamo in officina: qual è la scelta Pagani in fatto di ricambi?
Sempre ricambi originali per i tagliandi in garanzia e quando non esiste il ricambio in aftermarket. È anche vero che tante volte costa meno l’originale di un ricambio di concorrenza e in più ho un’altra qualità. Ma, faccio un esempio, ho qui un furgone Ford e per due fusibili che sono saltati dovrei comprare anche il cablaggio per duemila euro quando con venti euro di materiali ho risolto il problema.
Arriva anche qualcuno con il ricambio in mano: se è un cliente di una vita il lavoro lo faccio, ma gli faccio anche capire che non ne vale la pena: aumento il costo della manodopera e gli metto fuori il noleggio ponte; e c’è pure il rischio che il ricambio non sia il suo!

DOC compie vent’anni quest’anno. Siete clienti da molto?
Da una decina d’anni, prima la tendenza era a non legarsi, andava in giro mio zio a recuperare i ricambi. Oltre alla consegna, due volte al giorno, affiliazione vuol dire che se ho un problema lo risolviamo, in Simone (Soleri, promoter di riferimento, nda) abbiamo un appoggio validissimo. Anche Simone lo sa, io sono uno che rompe le scatole ma in modo costruttivo. Per esempio: uso la App A-Service per non perdere tempo al telefono, ma il tempo lo perdiamo quando dall’altra parte, non dico per i filtri ma su certa componentistica, trovi il magazziniere inesperto, e in più spesso dove ne servirebbero tre ce n’è uno solo. Sarebbe meglio ricevere preventivo e spaccato, proprio per non rischiare fraintendimenti. So di cosa parlo: ho apprendisti meccanici che hanno studiato all’alberghiero…

E se ha bisogno di assistenza?
In generale abbiamo gli agganci, conoscenze personali. Quando ho avuto problemi ho risolto tramite DOC.

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