Mirko Zanta: “La macchina parla di noi, la pubblicità la fai con il lavoro”
Mirko Zanta: “La macchina parla di noi, la pubblicità la fai con il lavoro”

Mirko Zanta: “La macchina parla di noi, la pubblicità la fai con il lavoro”

05/01/2024

Figlio e nipote d’arte, Mirko Zanta è socio titolare con il padre Omero di FZ-Cars a Nibionno (Lc). Proprio insieme al padre, con le idee ben chiare su che cosa vuol dire essere carrozzieri oggi, è salito a bordo del pullman messo a disposizione da DOC per raggiungere Verona in occasione di Service Day.

Come ha saputo dell’iniziativa?
Ci ha invitato Rosario (Amato, promoter di riferimento, nda), il programma era interessante, ma ci saremmo aspettati che si parlasse di più di innovazione, di ricambi, di futuro… Invece, i convegni che abbiamo seguito sabato ci sono sembrati soprattutto una vetrina pubblicitaria. È vero che ognuno ha la sua storia, ma se negli anni 50 ti trovavi con il milione di euro di oggi da investire è chiaro che della tua carrozzeria potevi farne un capolavoro e metterci gommisti, elettrauto, revisioni…

L’area espositiva vi è piaciuta?
Molta meccanica che noi non facciamo, però siamo passati allo stand Würth, di cui siamo clienti.
La mia idea di impresa è che informarsi e aggiornarsi è doveroso, però a casa mia sono padrone io. Adesso anche le attrezzature, i tintometri e i forni per esempio, finiscono per essere uno strumento di controllo di fornitori e produttori che sanno quanta vernice usi e come la usi, quando e per quanto tempo accendi il forno… Ti fanno i conti in tasca.

Senza farle i conti in tasca, ci dica di più di FZ-Cars…
È stata fondata nel 2011 da mio padre, che da dipendente di carrozzeria ha fatto il salto mettendosi in proprio insieme a mio zio Claudio, di cui ho rilevato le quote nel 2016, appena finite le scuole superiori. Io e papà siamo soci alla pari e senza dipendenti, abbiamo deciso di puntare sui prestatori d’opera, uno o due secondo necessità. Siamo sempre in via don Luigi Sturzo, in circa 400 metri quadrati coperti oltre allo spazio esterno. In effetti ci sono più macchine che mani.

Carrozzieri puri?
Al 100 per cento, lo spazio è limitato e noi siamo comunque in pochi; in area carrozzeria facciamo solo interventi levabolli.
Qui è sempre pieno. Lavoriamo con un paio di rivenditori che a due-tre macchine alla volta garantiscono un flusso costante. Tra una e l’altra c’è il restauro, che fa papà quando ha tempo.
Tra clienti privati e assicurativi contiamo una decina di ingressi a settimana, dalla 500 d’epoca alla Giulia da restaurare, dall’Aston Martin da modificare al Doblò passando per la Panda. Entra quello che circola, i clienti sono fedeli, quelli del paese vengono tutti da noi.
Andiamo forte sulle personalizzazioni, quelle che una volta si chiamavano tuning. Ho fatto anche il corso Pes-Pav ma per noi, tecnicamente, se non sono botte che ti serve il tester per la diagnosi, non c’è molta differenza tra ripristinare un’auto elettrica e una endotermica.

Ha accennato a clienti assicurativi, siete convenzionati?
Zero. Non siamo convenzionati né con le compagnie assicurative, né con quelle di noleggio, abbiamo solo accordi – ma non sono convenzioni – con due rivenditori di auto usate della zona che ci portano le macchine da rimettere a nuovo.
Rispetto agli anni scorsi c’è meno crisi, noi lavoriamo bene e siamo in crescita.

Da cliente DOC privilegia il ricambio originale?
Ovviamente per una macchina perfetta vai sull’originale e hai anche una maggiore garanzia, dipende da quanto il cliente vuole spendere. È vero che se prendi un paraurti di concorrenza, tanto per fare un esempio, uno sarà corto e uno sarà largo, ma il problema è proprio il costo.
Capita qualcuno che si presenta con il ricambio in mano, io l’intervento lo faccio ma non garantisco il lavoro e chiedo il doppio. In carrozzeria, comunque, è difficile che ti portino una musata completa.

Del servizio del consorzio è contento?
Va tutto bene, abbiamo la doppia consegna, regolare. Anche la app A Service è molto comoda, mi trovo bene, l’ho usata da subito. Segno tutto, se chiami la concessionaria, a parte l’attesa al telefono, magari sbagli a dare il numero di telaio o sbaglia il magazziniere a prendere nota. Con la app resta tutto scritto e vedo che rispondono anche velocemente.
Diverso è se hai bisogno di assistenza: le officine delle concessionarie sono piene e questo è un grosso problema; io mi appoggio a un esterno, a meno che non sia una cosa che deve fare proprio la concessionaria, in questo caso prendo appuntamento e spesso mi presento con il cliente, soprattutto quando bisogna fare il duplicato delle chiavi.

Ha detto che i clienti di Nibionno arrivano ‘tutti’ da voi. Qual è il vostro segreto?
Oltre all’accoglienza di Lucy, la nostra cagnolina mascotte (scherzo!), siamo molto disponibili e la macchina viene fatta con qualità, deve uscire perfetta. La macchina parla di noi, la pubblicità la fai con il lavoro.

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