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4 maggio, le concessionarie Doc pronte ad alzare la cler

Voleva fare una comunicazione di servizio, ricordare che il 4 maggio riaprono anche le concessionarie. Ma le prime parole del presidente Doc, Giorgio Boiani, sono per i clienti: “Voglio ringraziare i nostri autoriparatori che sono stati perfetti nei pagamenti”. Non proprio un dettaglio dopo due mesi in cui l’attività di officine e carrozzerie si è ridotta quasi solo agli interventi urgenti. Ma dicevamo del 4 maggio…

Lo ribadisce perché crede che non si sappia?
La preoccupazione è che non lo sappiano i consumatori. Nelle anticipazioni dell’ultimo Decreto del Presidente del Consiglio si parlava genericamente di vendita all’ingrosso. Le concessionarie, lo dicono i codici Ateco, sono tra le imprese ‘fortunate’ che hanno la possibilità di ripartire il 4 maggio e non il 18 come si temeva.
Non c’è stata una comunicazione specifica, e non è detto che i consumatori intenzionati ad acquistare un’auto sappiano che da lunedì prossimo in salone troveranno anche i venditori. In queste settimane le concessionarie, nemmeno tutte, hanno tenuto aperto soltanto i magazzini. Dal 4, invece, torneranno ad essere operative a 360 gradi.

Operative in sicurezza…
Certo. Il tempo del lockdown è stato utilizzato per ripristinare gli ambienti lavorativi secondo le disposizioni ministeriali. Il consorzio, da parte sua, ha messo nero su bianco le linee guida per una corretta gestione dell’emergenza sanitaria.
Abbiamo istituito una commissione di concessionari, la commissione Anti Covid-19 di cui fanno parte Lorena Vittani, Roberta Sala, Hermes Cavarzan, Lorenzo Ferri, Marco e Mauro Finiguerra e naturalmente Davide Blatti, che insieme a un team di ingegneri ha fatto un lavoro egregio.
In breve: ha individuato le procedure da adottare nella riorganizzazione di officine e autosaloni (dall’uso dei termometri alla cartellonistica), ha analizzato i dispositivi di protezione individuale (mascherine, guanti, igienizzanti) e quelli che si possono utilizzare nell’attività di riparazione (coprisedili, sanificatori…), ha segnalato prodotti e fornitori certificati.

Com’è l’umore della rete?
Tutta la popolazione dell’auto alza la cler. Anche se tanti autoriparatori sono rimasti aperti, e 600 colli consegnati ogni giorno ci dicono che qualcuno è riuscito a fare qualcosa di più degli interventi in emergenza, è da lunedì che la macchina si rimetterà davvero in moto.
Credo anche che riparazione e vendita ricambi sia uno dei pochi settori che a medio lungo termine recupererà quanto perso a causa della pandemia. È vero che il potere di acquisto è un po’ sceso, che c’è più paura a spendere, ma l’auto sarà il mezzo più usato e non si potrà non fare manutenzione.
Nella nostra filiera potrebbero soffrire un po’ di più i carrozzieri, perché il fatto che le auto non abbiano circolato si tradurrà in minori ingressi. Ma resto fiducioso, dobbiamo avere pazienza e sangue freddo per poter ‘spalmare’ la mancata attività di questi mesi sui prossimi, cercando di rimetterci in pari entro il primo trimestre 2021.

Fiducioso anche rispetto alle vendite dell’auto?
Un sondaggio recente di Autoscout ha rivelato che il 40 per cento dei consumatori che prima del dilagare dell’epidemia aveva intenzione di acquistare un’auto è ancora della stessa idea. Tornerà a scegliere il diesel, che nelle preferenze ha superato il benzina, accantonando l’opzione elettrico. Cercherà solo di spendere di meno, valutando un’auto di categoria inferiore o un usato.