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Ballabio, in Carrozzeria A.L.A. anche trattamenti nanotecnologici

“La consegna è una cosa bellissima”. Dice proprio così Andrea Radice, non ‘comoda’ o ‘utile’ o ‘puntuale’, quelli sono aggettivi persino scontati. Cultore della qualità, il carrozziere-esteta di Ballabio (Lc), titolare insieme al fratello Luca di ‘A.L.A.’, ha fatto dell’eccellenza un marchio di fabbrica.

Le nanotecnologie sono figlie di questa idea di carrozzeria?
Sono sempre molto attento alle innovazioni. Mi ero già interessato con una ditta di Milano, ma il Covid ha bloccato tutto. Poi il colorificio che mi segue mi ha portato una brochure e mi ha fatto conoscere i Kromo Point e questo sistema di lucidatura e protezione dell’auto che è veramente buono, ottimo. Fatti i corsi siamo partiti, e stiamo realizzando un’area apposita per mostrare il risultato dei trattamenti con le nanotecnologie.
Non l’ho pensato come investimento, non devo per forza incrementare il fatturato di, butto lì, 30mila euro l’anno con 30 auto da trattare con questi prodotti, l’ho fatto per un’idea di eccellenza, per offrire un servizio in più.

Carrozzeria A.L.A. di Andrea, Luca e...?
Angelo, nostro padre, che l’ha fondata nel 1983 a Pasturo. Il trasferimento a Ballabio ha coinciso con l’acquisto del capannone e la decisione di papà di mollare le redini perché ha pensato che io e Luca fossimo in grado di fare da soli. È morto in un incidente in moto poco dopo, a 66 anni; noi abbiamo mantenuto la ragione sociale A.L.A. e ci siamo limitati ad aggiungere ‘dei Fratelli Radice’.
Comprare il capannone è stata subito una bella botta di debito, per una struttura di 280 metri quadrati coperti e altri 400 di piazzale. Ci lavoriamo io e mio fratello.

Mai pensato di ingrandirvi?
È stata una scelta quella di rimanere solo io e lui, ma il lavoro non ci manca. Certo non è come negli anni d’oro, gli anni 90, in cui si facevano grossi guadagni, adesso con i ricambi e le vernici alle stelle i guadagni sono calati. Però anche il 2022 sta andando abbastanza bene, luglio e agosto pieni pienissimi. Vedremo andando avanti, magari verso novembre ci sarà il solito buco.

Gli anni della pandemia sono stati duri?
Abbiamo sempre tenuto aperto, anche se quasi non si circolava ed è logico che gli incidenti siano diminuiti. Ma con l’integrazione delle moto, il lavoro arretrato e il restauro di BMW degli anni 90 che tendo a fare nei tempi morti, sott’acqua non siamo andati.

Che cosa vuol dire “integrazione delle moto”?
Io ho una grandissima passione per le moto, corro anche - il trofeo RD Series, il Supertrophy Yamaha - e mi sono fatto un nome: dai complimenti “o com’è bella la tua moto” sono passati alle richieste. Sono uno specialista delle Yamaha RD, le vecchie due tempi; come A.L.A. siamo ‘solo’ carrozzeria, ma lato moto faccio anche riparazione di motori. Ho due clienti particolari: uno si chiama Valentino Rossi e l’altro Mauro Santini, che commenta la Moto GP con Guido Meda.

Yamaha RD a parte, che cosa entra in Via Provinciale 154?
Soprattutto auto, quello che circola, macchine di serie normali. Appena aperti siamo stati autorizzati Lancia, ma i numeri erano quelli che erano e abbiamo rescisso il contratto senza ripensamenti. Ripariamo multimarca, tanto Fiat, Audi, BMW...

Utilizzando ricambi originali?
L’originale è per fare un lavoro di qualità, lo stesso cliente lo vuole. Purtroppo adesso bisogna anche andare incontro alle esigenze del cliente a cui le cose non vanno benissimo, che ha meno soldi e chiede di risparmiare. Certe volte si è costretti a prendere ricambi non originali, anche perché il parco sta diventando vecchietto e se dobbiamo stare dentro certi parametri imposti dalla compagnia di assicurazione o vai dal demolitore o vai sul ricambio di concorrenza.
Fosse per me, solo originale. È sempre migliore perché se è un lamierato è stampato meglio, come verniciatura ha la zincatura e non arrugginisce dopo due anni (ho provato a montare parafanghi di concorrenza della Punto e dopo due anni erano un disastro, nonostante i fondi di vernice migliori). Fatto 100 gli acquisti, l’80 per cento è originale.

E arriva in A.L.A. con un furgone DOC?
Siamo diventati subito clienti proprio per esigenze logistiche. Avevamo il nostro furgoncino con cui andavamo e tornavamo dalle concessionarie e c’erano anche tanti ricambisti che fornivano l’originale, ma in DOC si sono sempre aggiornati - per esempio la App per fare preventivi e ordini è veramente comoda - e la consegna è una cosa bellissima. Ogni giorno sai che arriverà il camioncino alle 13, prima ancora puoi controllare se il ricambio è in consegna, quanto ai resi, una volta capito il sistema, ottimo anche quello.
E poi il mio promoter, Salvatore (Alfinito, nda), bravissimo. Sì lo so che tra non molto andrà in pensione, peccato.

Tutto bene anche sul fronte concessionarie e relativi magazzinieri?
Tutti disponibilissimi. L’ultima volta ho avuto bisogno di Autovittani e sono stati di una gentilezza incredibile. Un’altra con Rivauto, ricordo un danno da più di diecimila euro sostenuto su una Toyota: avevamo un problema con il controllo di stabilità, abbiamo portato l’auto nella loro officina e hanno risolto.

Se dovesse fare pubblicità ad A.L.A. su che cosa metterebbe l’accento?
La nostra è una clientela fedele, storica, c’è chi arriva anche da Milano. Mi dicono che vengono da me se vogliono un lavoro fatto bene.