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Carrozzeria Bianchi, 150 anni e non sentirli

L’occasione di conoscere Carrozzeria Bianchi di Como la offre lo speciale annuario che riunisce le ditte ultracentenarie stampato in occasione del 150esimo dell’Unità d’Italia, annuario in cui quella che nasce nel 1870 come Selleria Bianchi Carlo & Figli (Carlo e Oreste) entra dalla porta principale. L’occasione di riparlarne è il 150esimo di fondazione. Saldo al comando c’è sempre Maurizio Bianchi insieme alla moglie Silvana, ma il passaggio di testimone con il figlio Filippo è solo questione di tempo. Siamo andati virtualmente a trovare il rappresentante della terza generazione di carrozzieri Bianchi nella sede di Via Zezio 40.

Il primo ad arrivare e l’ultimo ad andarsene?
La passione è la stessa di sempre. È da 50 anni che alle 7 e un quarto del mattino sono qui, ma alle 5 e mezza… mi vò a cà.
Mai avuto problemi di lavoro, semmai di stargli dietro. Negli anni 80-90-2000, c’era sempre la fila, lasciavano qui la macchina e dopo dieci giorni tornavano a riprendersela. Adesso la vogliono prima ancora che la ‘centrano’! Per fortuna abbiamo una clientela medio alta e in famiglia hanno tutti la seconda macchina. Di auto sostitutive non abbiamo bisogno.

Anche 150 anni fa Carrozzeria Bianchi era in Via Zezio?
Nonno Carlo ha aperto come selleria in Via Primo Tatti, poi nel 1934 si è trasferito in Viale Lecco, sempre a Como, e quattro anni dopo mio padre Edoardo l’ha trasformata in carrozzeria per automobili e si è spostato in Via Zezio, in centro Como. Tra dentro e fuori sono 800 metri quadrati, coperti un 350.
Lavoriamo io e Silvana (lei al computer), nostro figlio Filippo e due dipendenti.

Il lavoro sta tornando ai livelli pre-Covid?
Per due mesi abbiamo tenuto proprio chiuso, con i dipendenti in cassa integrazione. Le concessionarie erano chiuse, i ricambi non c’erano, i miei clienti non uscivano di casa, non c’era motivo di restare aperti. Avevamo giusto due macchine in coda ma non c’era urgenza.
Il 4 maggio abbiamo ripreso e siamo ripartiti bene, con i lavori rimasti indietro è stato un mese buono. Giugno un po’ così, in effetti non sappiamo cosa pensare: c’è chi dice che è solo l’inizio di una crisi e vedrai a settembre, e che dice che andrà tutto bene.
Io non posso dire di essere preoccupato, perché i muri sono miei e non devo pagare l’affitto; spero di riuscire a pagare i ragazzi e i fornitori, poi ovvio che sono qui per guadagnare qualcosa… Nemmeno negli anni 2007-2008-2009 abbiamo patito la crisi, semmai abbiamo visto, già dall’anno scorso, un rallentamento. Però i miei clienti la macchina la mettono a posto.

Con le compagnie assicurative lavorate?
No, più d’una mi ha proposto una convenzione, ma io sono un po’ svizzero: il mio costo orario è questo ed è tutto documentato. Se devo lavorare a 30 euro l’ora per l’assicurazione non ci penso nemmeno, vado al lago a pescare!
Non puoi starci dentro, in quelle tariffe, devi buttar là la roba, e ormai anche i miei ragazzi si sono abituati a lavorare in un certo modo…

Intende con i ricambi originali?
Sempre. Avevamo provato, e non c’era ancora la Doc, un ricambio non originale su una Golf, me lo ricordo ancora. Ci ho messo su la croce, non voglio tribolare.
Io ho un rapporto bellissimo con i concessionari: l’altro giorno ho telefonato per il tettuccio di una Mini, ho chiesto la scheda per capire come smontarlo e prima ancora del ricambio mi avevano già mandato la scheda (con la raccomandazione di chiamare ‘lo Stefano’, il capofficina, se avessi avuto difficoltà). Sono rapporti costruiti negli anni.

Come con Doc?
Non abbiamo mai avuto problemi. Mi piacciono i ragazzi che vengono a consegnare, sono tutti gentili. Forse siamo gentili noi e anche questo fa. C’è stato un momento che avevamo ‘perso’ un ricambio, ma dove cavolo sarà andato a finire… Beh, è andato Moreno (Nespoli, promoter di riferimento, nda) con il furgone e me l’ha portato a casa. Quelle rarissime volte che apro la scatola e c’è il ricambio rotto, chiamo e sostituiscono, sanno che sono una persona seria.
Sa i miei clienti come chiamano Carrozzeria Bianchi? ‘La piccola Svizzera’. Perché se le dico tre giorni è perché sono tre giorni. E poi anche perché non sono a buon mercato, ma il lavoro è fatto in un certo modo.

Dove vuole arrivare con la sua Carrozzeria Bianchi?
Se la salute mi sorregge, mai dire mai: 150 anni e oltre. Adesso siamo un po’ frastornati da questi due mesi del cavolo, ma una festa dovremo anche pensarla…