Asconauto

Lorenzo Cogliati, “Il mio non sarà il governo del presidente”

È il suo primo cda da presidente, pochi giorni dopo l’assemblea soci che ha sancito il cambio al vertice del consorzio, e Lorenzo Cogliati prende subito posizione. “È stato strano sedermi al posto del presidente, però d’istinto sono andato dove era giusto che andassi, sapevo che quel posto era mio”. Lorenzo Cogliati sa perfettamente che cosa vuole per sé e per la ‘sua’ Doc.

Una nomina sperata, una nomina attesa?
Sperata ma inattesa, perché è stato un susseguirsi di eventi che mi ha portato a prendere la decisione di mettermi in gioco in prima persona come presidente rispetto al mio ruolo che mi ha sempre visto come consigliere e amministratore delegato con delega sulla logistica (nel precedente cda Marco Peduzzi era AD con la delega al consorzio e io AD con la delega sulla logistica). Di fatto ero già interno al cda come amministratore delegato.

Che cosa crede abbia convinto l’assemblea soci a votarla quasi all’unanimità?
La voglia di rinnovamento. Quello che ho percepito parlando con i soci era il bisogno di cambiamento dopo la guida quindicennale di Giorgio (Boiani, nda).
Ne avevo avuto sentore, e questa voglia di rinnovamento che circolava da mesi l’ho trasformata in candidatura. Una decisione maturata di recente ma da subito con un’idea di governo collegiale, con una figura di presidente che è più un coordinatore. Un ruolo adatto a me.

Oltre agli aspetti umani e caratteriali, la grande differenza rispetto al suo predecessore è che lei è un concessionario…
Un’altra richiesta che arrivava dalla base, quindi dai soci, era che la guida di Doc fosse di un collega concessionario. Perché ti rappresenta. In una associazione di categoria, in un consorzio, chi ti rappresenta si riconosce nelle tue stesse caratteristiche, conosce le problematiche senza bisogno che gliele spieghi. Nel nostro caso era proprio evidente questo desiderio di essere rappresentati da un collega. Infatti, in assemblea mi sono presentato dicendo: “Sono un titolare di concessionaria, sono un vostro collega”.

Con otto sedi Autocogliati distribuite in tre province, dove lo troverà il tempo per fare il presidente di un consorzio vivo e ramificato com’è Doc?
Ho messo in conto che è un impegno ma, come ho detto in assemblea, vorrei che questo mettermi in gioco fosse condiviso con gli altri dieci consiglieri. Non sarà il governo del presidente, il potere in mano a una sola persona, sarà un governo collegiale. Mi piace circondarmi di persone a cui delegare, il modello di gestione collegiale è lo stesso che applico in concessionaria.

‘Collegialità’ presuppone molta coesione. I suoi consiglieri li conosce tutti personalmente. Sarà facile lavorare con loro?
Io credo di sì, perché il Consiglio di Amministrazione è composto per l’80 per cento delle stesse persone con cui ho sempre lavorato e con cui mi sono sempre trovato bene. Se penso a Lorena Vittani e a Marco Peduzzi, per esempio, con i quali ho un rapporto anche personale, so che avrò ‘due braccia destre’ che con me condividono anche la filosofia di gestione del consorzio. Ma tutto il direttivo ha la stessa vision, che non vuol dire essere appiattiti. L’ho visto già nel primo cda, che doveva essere un qualcosa di easy, con l’attribuzione di poteri e deleghe, e invece è stato un cda subito vivace, che è entrato immediatamente nel merito dell’attività del consorzio. 

È stato emozionante parteciparvi da presidente e non da consigliere?
È stato strano sedermi al posto del presidente, però d’istinto sono andato dove era giusto che andassi, sapevo che quel posto era mio. E sono stato accolto come presidente. Non ho fatto discorsi inaugurali, sono stato quasi freddo, ho aperto il cda con il primo argomento all’ordine del giorno e sono partito. Ma mi ha fatto piacere, appena finiti i lavori, ricevere una mail di Marco Peduzzi in cui mi ha scritto “certo che un presidente così lo abbiamo costruito su misura”.

Come siete arrivati all’attribuzione delle deleghe?
Conoscendo le persone e le competenze. Io sono presidente e delegato AsConAuto. Marco Peduzzi è stato riconfermato amministratore delegato con delega sulla logistica. Lorena Vittani, anche se il ruolo non è previsto formalmente dallo statuto, è a tutti gli effetti vicepresidente. Arianna Balgera, uno dei due consiglieri new entry, e Alberto Negri, che ricordiamo è anche presidente concessionarie Confcommercio Lecco, si occupano dei partner e delle iniziative commerciali. Marco Casati, Marco Vanoni e Alessandro Manzoni hanno l’incarico di gestire i grandi acquirenti e, novità Doc, la formazione dei magazzinieri delle nostre concessionarie, che sono e restano il motore del consorzio; sono tre service manager, parlano la loro stessa lingua. Infine, la forza lavoro del consorzio - promoter e logistici - è materia di Luisa Galbusera, Matteo Villa ed Elio Penati. Elio è anche il presidente onorario di Doc. Ha saggezza e carisma. Io, Vittani e Peduzzi componiamo il comitato esecutivo e ci pronunciamo sulla comunicazione e sulle ‘varie ed eventuali’, cioè su tutti i temi che non sono stati ufficialmente assegnati.

Non rischiate di disperdervi in rivoli?
Affatto. Sono gruppi di lavoro e saranno il più possibile aperti. Ai tre consiglieri che si occupano dei grandi acquirenti, per esempio, ho già consigliato di estendere l’invito, quando si riuniranno, ad altri service manager. Tutti i consiglieri sono liberi di decidere e di muoversi, poi riferiscono alla presidenza e al cda, sempre in nome della massima condivisione.

Dal suo predecessore ‘eredita’ un consorzio in salute, che tiene nonostante gli effetti della pandemia da Covid. Come crede finirà questo 2020?
Io spero che il periodo buio lo abbiamo lasciato alle spalle: i volumi di ricambi movimentati e i fatturati ci dicono che per settembre potremmo tornare al periodo pre-Covid. È logico che quello che è stato perso nel lockdown difficilmente verrà recuperato, ma l’obiettivo è limitare le perdite, andare in pareggio sarebbe già un successo.
Il consorzio sarà operativo per tutto il mese di agosto, a ranghi ridotti, con una sola consegna, ma sempre operativo. Lo farò anch’io come concessionaria Autocogliati, lo faranno i colleghi del cda e, da quello che ho sentito, anche gli altri colleghi concessionari. Resteremo tutti aperti.

Di che cosa c’è bisogno oggi, subito, per arginare gli effetti della pandemia sul mercato auto?
Io sono uno di quelli che gli incentivi li considera un po’ una droga, ma in questo momento c’è bisogno di una scossa e questo tipo di incentivo è necessario. Ben vengano i soldi stanziati anche se sono tardivi e sono pochi, ma meglio pochi che niente. 

Novità che riguardano il consorzio?
La maggioranza dei soci ha creduto nel mio programma di rinnovamento che prevede un ritorno alle origini, un'attenzione particolare a tutto quello che è il nostro 'core business' principale: i Ricambi Originali. La strategia che ho in mente, e condivisa con tutto il nuovo cda, va esattamente in questa direzione, dobbiamo migliorarci in termini di qualità di servizio e di rapporto con i nostri clienti. Miglioramento che passa attraverso la formazione dei nostri uomini, l’utilizzo della tecnologia e l’ottimizzazione delle risorse che abbiamo a disposizione.
Proprio in questa direzione nell’ultimo cda abbiamo preso la decisione di inserire un nuovo furgone, il 22esimo della flotta, che girerà nella zona tra Como, Monza e Lecco verso Briosco, dove abbiamo la sede e dove avviene lo scambio, per alleggerire i tre furgoni che coprono la stessa zona. È un furgone di appoggio ai colleghi e operativo da subito. Ci sono molti altri argomenti e temi da affrontare, il lavoro da fare è tanto, ma c’è un bel gruppo e abbiamo tutti voglia di lavorare.

Che cosa dobbiamo sapere di Lorenzo Cogliati?
Ho 50 anni compiuti a febbraio, sposato con due figli e sono un appassionato ciclista. Lavoro da sempre in società con mio fratello e i miei cugini nell'azienda di famiglia, Autocogliati S.P.A., dove ho iniziato come meccanico quando avevo 15 anni e dove ho rivestito tutti i ruoli operativi della concessionaria fino ad assumere l’incarico, attualmente ricoperto, di amministratore delegato. L’azienda fattura circa 100 milioni di euro e conta 130 dipendenti. Vuole sapere come faccio a gestire tutto? Esattamente con lo stesso principio con cui poco fa le ho spiegato quale modello di gestione voglio dare al consorzio. Sicuramente sarà faticoso, ma il mio segreto è che trovo tanta soddisfazione nella fatica. Chi ama la bici condivide l’idea che la soddisfazione passi attraverso la fatica. La metafora della bici è la metafora della vita. Bici e famiglia, anzi famiglia e bici… E naturalmente tanto lavoro!

Un’ultima domanda: gli eventi hanno caratterizzato i primi 15 anni di Doc, intende voltare pagina?
Io non sono contrario alle iniziative, dico che non devono mai essere fine a se stesse, devono avere una strategia. Se facciamo una manifestazione la strategia è mettere in relazione i nostri uomini di concessionaria con i nostri riparatori clienti. Ci saranno momenti ricreativi fuori dall’ambito lavorativo, momenti dove si instaurano relazioni, ma saranno momenti più capillari e locali. Più che grossi eventi penso a iniziative mirate. L’importante è far vedere che ci siamo, che siamo al loro fianco nell’operatività quotidiana.