Asconauto

Con Gruppo Cavauto abbiamo scoperto l’America (e le sue auto)

In chiusura di intervista, Andrea Cavarzan coglie “l’occasione per mandare i migliori saluti a tutti gli affiliati AsConAuto/DOC da parte del Gruppo Cavauto”. Una premura che si coglie anche nel resto della chiacchierata con il Marketing Manager dell’unico importatore ufficiale in Italia dei marchi Cadillac, Chevrolet e Corvette.

Da oltre 40 anni dire Cavauto è dire auto americane. Un mercato di nicchia ma di grande appeal?
Si, è vero. Ci sono voluti 40 anni di duro lavoro ma possiamo dire che ce l’abbiamo fatta a raggiungere questo status. Il mercato delle auto americane, sebbene sia una nicchia, è in costante crescita in termini di volumi e le stesse Case madri d’oltreoceano, consapevoli di questo, stanno mostrando sempre più interesse al mercato europeo.
Oggi Gruppo Cavauto è l’unico importatore ufficiale in Italia dei marchi Cadillac, Chevrolet e Corvette. Inoltre, siamo i concessionari ufficiali Dodge e RAM più storici d’Italia. Siamo stati i primi ad aver siglato i contratti nell’ormai lontano 2010.
Per quanto riguarda il mondo della ricambistica, Cavauto oggi è in grado di distribuire tutti i marchi General Motors, Ford USA, Dodge, RAM, Chrysler e Tesla.
Oltre che ricevere grande soddisfazione dalle vendite di auto, il segmento di mercato che sta richiedendo sempre più attenzione e su cui noi puntiamo molto è quello dell’assistenza e della vendita di ricambi e accessori di auto e pick-up Made in USA. Proprio perché lavoriamo in una nicchia di mercato poco conosciuto e con tante incognite, Gruppo Cavauto opera come fonte autorevole e sicura per il consumatore finale privato, carrozzerie e officine.
Gruppo Cavauto oggi è il ponte tra Stati Uniti e Italia e il nostro scopo è quello di ridurre al minimo la lontananza e le barriere commerciali che dividono questi due Paesi.

Due anni di Covid hanno lasciato il segno? Come sta andando questo 2022 post pandemia ma con una guerra alle porte?
I due anni di Covid in generale per tutto il settore automotive non sono stati semplici, soprattutto il 2020, ma devo dire che ne siamo usciti più forti di prima. Nel 2021 infatti abbiamo registrato una forte crescita in termini di fatturato, segnando un +40 per cento rispetto al 2019.
Sebbene le circostanze geo-politiche siano quelle che sono, i clienti a cui ci rivolgiamo sono ottimisti e lo vediamo nell’andamento delle vendite. Il 2022 è partito molto bene e il primo semestre ha registrato una crescita importante rispetto al 2021.
In questa fase di ‘scarsità’ di prodotto abbiamo rivolto una gran parte delle nostre risorse nell’ambito dell’Assistenza e Ricambi. In particolare, abbiamo fatto degli investimenti importanti sia di personale che di struttura per il forte incremento relativo alla gestione dei ricambi e degli accessori, sempre più richiesti.

Il problema della scarsità di prodotto vi tocca fino a un certo punto?
Sentendo i nostri colleghi dei marchi europei, forse risultiamo meno impattati da questa crisi. Essendo il nostro un prodotto totalmente Made in USA, le dinamiche geo-politiche tra Europa e Russia non intaccano la produzione dei veicoli e ricambi che trattiamo. Le produzioni soffrono ancora del retaggio dovuto alle chiusure prolungate del Covid e del forte aumento di domanda sia interna che estera dei loro veicoli.

Una delle particolarità della vostra azienda è quella di essere l’unico importatore e distributore ufficiale in Italia dei modelli del Gruppo General Motors. Avete ampliato la selezionatissima rete di subconcessionari?
La rete è rimasta intatta e grazie a loro abbiamo aumentato la visibilità degli ottimi prodotti General Motors.

Rispetto all’approvvigionamento ricambi riuscite a mantenere lo standard della consegna in 24 ore?
Da ormai 20 anni possiamo contare su una nostra Warehouse dislocata in California per la spedizione dei ricambi presso il nostro centro logistico di Erba (Co). Gli approvvigionamenti da USA ed Europa sono costanti e in costante aumento. Sicuramente abbiamo dovuto investire sull’aumento di stock in-house per gli articoli con la rotazione più elevata per poter evitare i sempre più comuni ritardi causati dai trasportatori o dalle dogane.

Il mercato dei ricambi aftermarket, anche per le auto americane, è fin troppo affollato. Gruppo Cavauto patisce questo tipo di concorrenza?
Patire, direi proprio di no. È vero che, a causa di scarsa conoscenza dei prodotti d’oltreoceano, in tanti si improvvisano ricambisti o distributori di accessori americani. Dopo tanti anni siamo contenti nell’osservare che il mercato, quindi il cliente finale, predilige serietà e competenza piuttosto che il prezzo più basso on-line che tante volte nasconde spiacevoli sorprese per il cliente.
Il nostro punto di forza, la vera ricchezza del Gruppo, risiede proprio nel know-how ultra-trentennale dei nostri operatori su un ventaglio vastissimo di prodotti americani. Siamo l’azienda più aggiornata in Italia sugli OEM grazie agli strettissimi rapporti con le Case madri e abbiamo persone di grande esperienza che, come menzionavo prima, conoscono perfettamente anche tutti i modelli 'vintage'. Inoltre, siamo un’azienda che investe molto sul tech, e quindi siamo supportati da software americani difficilmente accessibili.

“La macchina americana”, spiegava Hermes Cavarzan, “è molto semplice da trattare, ma se professionalità e libretto di istruzioni non bastano, l’autoriparatore ci chiama e ci chiede aiuto”. A distanza di due anni, è ancora tutto così semplice?
In realtà anche le auto americane si sono evolute parecchio e si stanno evolvendo a ritmi impressionanti. Basti vedere il caso Tesla, azienda 100 per cento americana con veicoli fino a poco tempo solo Made in USA. Tesla è riuscita a creare un ambiente unico, centralizzato e nativo. Azienda i cui principi fondamentali sono paragonabili al colosso Apple.
Oggi, grazie ai continui investimenti per rimanere aggiornati, il nostro team è in grado di supportare qualunque tipo di richiesta o servizio.

Il vostro autoriparatore cliente è un autoriparatore DOC? Oppure, essendo Cavauto riferimento per tutto il territorio nazionale, dovremmo parlare più correttamente di autoriparatore AsConAuto?
Abbiamo autoriparatori da tutta Italia, anche se la maggior parte è concentrata al centro-nord, dove c’è più parco circolante di auto americane.
Ci piacerebbe espanderci anche verso il centro-sud Italia e quindi diventare, relativamente ai marchi americani che trattiamo, un reale punto di riferimento per tutta la rete AsConAuto.

Da concessionario socio DOC, che cosa apprezza del modello consorzio e che cosa, invece, ritiene migliorabile?
Lato manageriale non abbiamo nulla da dire. DOC è sinonimo di efficienza e serietà, caratteristiche che ci accomunano e ci contraddistinguono.