Asconauto

Giorgio Boiani dal Dealer Day: "Per 20 anni il post vendita è salvo"

"Fuori dalla campagna elettorale ha fatto una promessa che farà bene a mantenere". Il soggetto è il ministro Salvini, ospite al Dealer Day su espresso invito del presidente di Autotorino Plinio Vanini (nell'immagine in home page, un momento del dibattito). La promessa è quella di portare, nella prossima manovra finanziaria, la detraibilità dell'Iva sull'auto aziendale al 100 per 100. A ricordarlo è Giorgio Boiani, presidente Doc oltre che vicepresidente nazionale AsConAuto, intercettato ad AscoNight, serata tra addetti ai lavori che tradizionalmente si svolge durante la tre giorni veronese.

Sembra sorpreso...
Mi stupisce lo stupore, mi passi il gioco di parole, di queste persone quando vedono i dati. Dovrebbero conoscerli, questi dati. Oppure fanno finta, magari fa parte dello show.
In ogni caso, oltre alla disponibilità, voglio sottolineare la determinazione e la qualità dell’intervento di Plinio Vanini, che ricordiamo essere il concessionario più grosso d’Italia e uno dei più grossi d’Europa. Potrebbe fare un percorso personale che interessi la sua azienda e invece si è messo a disposizione della comunità. Se da concessionari del calibro di Vanini arrivano messaggi di questo genere, significa che è forte la volontà di essere insieme per vincere una battaglia che va al di fuori dell’Italia; il mondo che ci sta attaccando non è italiano, è addirittura extraeuropeo. Sono molto contento di Plinio e sono anche molto contento che Salvini si sia messo a disposizione. Poi vedremo.

Non è mancata, dal palco, la menzione di AsConAuto?
Io sono assolutamente d’accordo con Guidi, il nostro presidente, quando dice che in questa fase stiamo dimostrando di essere l’associazione di quelli che fanno. Abbiamo delegato politicamente Cosentino, di Federauto, a rappresentare i concessionari; noi facciamo servizi per il mondo dell’automotive e continuiamo a fare in modo che questi servizi esistano.
Ci siamo, anche se il front-line è occupato da altre persone che è giusto lo occupino, che hanno un tavolo interlocutorio di privilegio. Noi dietro possiamo fare i suggeritori...

E quindi suggeriamo: quali istanze vanno portate a questo tavolo?
La defiscalizzazione: le imprese sono tutte al collasso proprio perché non resistono alla pressione fiscale. Un’interferenza fiscale così pesante non dà possibilitа di investimenti, non dà possibilitа di crescita, tanto più necessari in un tessuto che in questo momento sta perdendo posti di lavoro.
Per l’automobilista chiediamo invece che possa acquistare un’automobile con molta più serenitа. Se abbiamo deciso che il prodotto nuovo serve per poi avere un ambiente più pulito - e diverse indagini dicono che noi vogliamo un ambiente più pulito - dobbiamo avere delle automobili più fresche; se dobbiamo avere delle automobili più fresche dobbiamo avere delle persone che le comprano; se queste persone devono comprarle dobbiamo metterle in condizioni di poterlo fare. Oggi non è così. Oggi, ha detto bene Crisci, di Unrae, è come se avessimo un grande obiettivo che condividiamo ma non conoscessimo la strada per raggiungerlo.

Automobilisti confusi?
La confusione è totale. Tra il dieselgate, che comunque ha giа inquinato le prove, e il fatto che si è iniziato a parlare di elettrico quando Bruxelles ha ulteriormente abbassato il limite di emissioni di CO2 entro il 2022, le Case si sono scatenate in modo scellerato per promuovere l’elettrico che non avevano. Per non rimanere indietro hanno fatto a gara una con l’altra per dire “guarda che io faccio questo prodotto”. Peccato che il mercato non solo non ha questi tipi di prodotto ma quelli che ha sono fuori dalla portata del 90 per cento delle tasche di un italiano.
Quindi di che cosa stiamo parlando? Abbiamo gli Euro 6 di nuova generazione, diesel, con un tasso di emissione di NOx che è praticamente ridotto allo zero ma nessuno lo sa. E infatti il consumatore non ha comprato le motorizzazioni diesel, che hanno perso il 40 per cento a favore del benzina.

Comunque, l’automobilista che non compra continua a riparare, e questa è una buona notizia per i concessionari e i clienti AsConAuto…
Infatti. Lo abbiamo detto - e lo ribadiamo a ogni occasione - anche durante il nostro ultimo incontro Doc: avremo delle perplessitа su quale sarà l’automobile del futuro ma siamo certi che per i prossimi 15-20 anni il parco circolante attuale dovrа essere riparato e manutenuto esattamente come oggi se non di più.
Noi rappresentiamo una fetta del business che secondo me in questo momento va rinforzata. Dobbiamo poter esprimere il massimo per dare sicurezza agli imprenditori che operano nel mondo del post vendita. Con il nostro know-how, la nostra esperienza, con i rapporti che abbiamo con le case automobilistiche e con i partner, sono convinto che abbiamo questa forza per poter aiutare la filiera a resistere. Resistere può anche significare tenere aperta un’azienda.