Asconauto

Una festa nella festa per 'Carrozzeria Antonio Costa & C.'

Mi si prospetta una chiacchierata a quattro: oltre a me, all’altro capo del filo ci saranno Antonio Costa, fondatore dell’omonima carrozzeria di Rovellasca (Co), la moglie Antonia Scattolin, il figlio Federico. Finirà per essere un’intervista con il solo Federico, un fiume in piena a cui sorride anche la voce, che troverà il modo di far sentire la silenziosa presenza dei suoi genitori. Il punto di partenza non può che essere la festa per il cinquantesimo di fondazione, che è diventata “una festa nella festa”.

In che senso?
Quest’anno era anche il cinquantesimo delle nozze dei miei genitori. Mamma lo aveva ricordato a suo tempo e ci teneva a festeggiarlo. Siccome io sono vent’anni che sono dirigente di Confartigianato (nazionale, carrozzieri, giovani…), che ho maturato esperienza in diversi consigli di amministrazione e comunali, so come si fanno questi eventi. Ho iniziato ad aprile a organizzarlo, ‘confezionando’ il doppio cinquantesimo con tutti i crismi: mamma voleva “qualcosa di più sostenuto di un aperitivo”, e infatti gli assaggi sono diventati un pranzo; dagli stuzzichini siamo passati al risotto e abbiamo finito con la torta. Papà e mamma erano commossi…

Con chi avete festeggiato?
Con 250-300 persone. Era un evento a inviti per le 11.30 di sabato 22 giugno in via dell’Artigianato numero 10, cioè nella nostra carrozzeria.
C’erano i nostri clienti, le autorità (il sindaco di Rovellasca, il presidente della Camera di Commercio di Como-Lecco, il presidente di Confartigianato Como, il presidente nazionale Confartigianato Autoriparazione), il parroco di Rovellasca Don Natalino.
Nel reparto finitura abbiamo montato il palco e abbiamo iniziato con me che presentavo il passaggio generazionale attraverso una mostra fotografica che ha raccontato la fondazione, il mio ingresso, la crescita dei dipendenti… C’era l’aspetto storico (i nonni, io, mia figlia), quello geografico (da Rovellasca fino a Saronno, visto che collaboriamo con le concessionarie e con le assicurazioni di un ampio territorio), quello sociologico (sul palco c’erano i nostri collaboratori di ieri e di oggi, perché oltre ai sei dipendenti attuali - alcuni stranieri, la vera integrazione è qui - ho avuto il piacere di rivedere persone che sono andate in pensione con noi, altre che hanno lavorato da noi e poi si sono messe in proprio, altre ancora che sono cresciute e si stanno sposando…). Non siamo macchine, siamo persone.

Era già così nel 1969? Mi racconta Carrozzeria Antonio Costa & C.?
In principio era un piccolo capannone in un cortile, oggi è più di mille metri quadrati coperti. Dal 1989 sono cominciati gli ampliamenti, nel 2003 abbiamo acquisito un capannone sul retro, nel 2010 ci siamo allargati centralmente di 200 metri quadrati e nel 2017 di altri 250. Abbiamo diviso i reparti: lattoneria, smontaggio e montaggio, verniciatura, finitura.
Oggi io, mio padre e mia madre siamo tutti e tre soci di un’azienda che ha mantenuto un’impronta famigliare.

Lei ha seguito le orme dei suoi genitori per scelta?
Sono entrato a 23 anni, dopo il diploma di ragioniere indirizzo informatico e la laurea breve in informatica gestionale. Il mio sarebbe stato un ruolo di direttore di produzione di grosse aziende, ho fatto degli stage in zona, non è che mi sono detto: “Oggi vado a fare il carrozziere”.
L’attività era avviata, ci sono entrato per scelta. Ho fatto anche l’operativo, ai tempi mi mettevo anch’io a smontare e montare, ma i miei studi hanno portato da subito, negli anni ’94-’95, a una pesante svolta informatica. Se penso che abbiamo speso undici milioni e mezzo di vecchie lire per il primo pc Olivetti con il programma!!!

Quanto si lavora in ‘Costa’?
812 macchine l’anno scorso, e la cosa bella è che l’anno prima pensavamo di avere fatturato il top; poi nel 2018 abbiamo fatto un po’ di più e nel 2019 anche. Abbiamo avuto delle flessioni, dei cali stagionali, ma in questi ultimi anni sono tutti mesi pieni.
Siamo carrozzeria pura, ma possiamo appoggiarci a un’officina esterna, al gommista, alla concessionaria… E ripariamo multimarca, dal Pandino alla supercar. La filosofia della mamma è che “gli euro sono euro”.
Collaboriamo con GTO Motors, concessionaria Ferrari e Maserati di Saronno, e la Ferrari California e la 458 turbo che avevamo piazzato ai lati del palco sono auto che abbiamo riparato, non erano lì per fare passerella.

La vostra è una clientela fidelizzata?
Assolutamente. Noi non facciamo riparazioni, noi vendiamo un servizio. Il cliente ha avuto un problema e viene da noi a risolverlo. Che vuol dire dare una macchina di servizio, istruire la pratica… e restituire la macchina a posto, riparata, meglio di com’era prima. Il cliente ritira la sua auto nell’area consegna, non è in mezzo alla bolgia della lavorazione. E la ritira con l’abitacolo sanificato e tutte le spiegazioni. Secondo la mamma “è inutile fare cinquantamila cartelli, il cliente soddisfatto è il miglior passaparola”.
Per la gran parte è un cliente assicurativo, spesso è già nostro cliente e la sua assicurazione e una compagnia di cui siamo fiduciari.

Lavorate anche con le flotte?
No per scelta, per fortuna sono nella posizione di poter scegliere.

A proposito di scelte… che ricambi montate?
Tutto originale, per un valore di 20-30mila euro al mese. È una scelta a monte che risale a papà. Lui è il Signor Precisino, non è molto eloquente ma dal punto di vista lavorativo è un bravissimo carrozziere, se non è soddisfatto non molla…
Papà ha sempre voluto utilizzare ricambi originali già all’epoca, in più oggi alcune assicurazioni li pretendono per un discorso di garanzie.
Io ne faccio anche una questione di praticità: l’originale è il suo, ha una sua perfezione, il non originale magari va adattato e ci perdi tempo. E se guardi al costo, tante volte sei lì lì.
Noi ci siamo sempre fidati dei ricambi originali, quando ancora non c’era la Doc e consegnavano le concessionarie o i ricambisti ma sempre originale. Oggi Doc mi permette di avere un panorama di offerte dove posso comprare frutta, verdura e salame e so che mi arriverà tutto e tutto insieme due volte al giorno.
Siamo clienti da sempre, lo siamo diventati per la comodità della consegna, anzi della doppia consegna. Lavorando su appuntamento, emergenze escluse, mi organizzo, e il giovedì o il venerdì ho già qui i ricambi per le macchine che riparerò lunedì.

Ordina in che modo?
Un po’ e un po’, Integra poco per ora, uso più che altro la mail e spesso e volentieri il telefono, per le descrizioni sui particolari dall’altra parte trovo sempre grandi professionisti.

Trova anche assistenza?
Assolutamente sì e liste d’attesa zero. “Federico vieni su”, poi magari aspetti un po’, ma poco…