Asconauto

Gino Frongia (Nelsa), "Il valore delle parole nuove"

Mai come nel suo caso, "partner della prima ora" è una frase da prendere rigorosamente alla lettera. È Gino Frongia, l'uomo che in Doc ha "creduto da subito. E devo dire che a distanza di anni il rapporto continua a essere serio, credibile, un rapporto che ha ragione d'esserlo". L'occasione per fare due chiacchiere con il direttore commerciale e marketing Nelsa la fornisce il primo week end di formazione dedicato ai Parts Manager che si tiene a Castiglione della Pescaia (Gr), località che Frongia ha raggiunto in pullman insieme ai responsabili di magazzino. E non è un dettaglio.

Che cosa continua a tenere legata Nelsa al consorzio?
I numeri sono importanti, la relazione è utile ed è utile cercare di farla crescere. Poi ci sono i rapporti tra le persone, che sono valore aggiunto alla relazione. Magari ci metti qualcosa in più, un servizio in più, una promozione in più, una prestazione in più... qualcosa che torni utile a entrambi i partner. Forse la ragione vera del successo è questa.

A Castiglione con i responsabili di magazzino, per Nelsa un interlocutore diverso...
È stata una relazione diretta, con alcuni c’è stato un dialogo maggiore, con altri minore ed è normale che sia così. È una sensazione positiva, la sensazione di non avere sprecato del tempo.
È stato bello anche conoscere persone diverse, con cui in genere non hai rapporti, e scoprire delle qualità, delle peculiarità. A volte parti prevenuto, ti chiedi con chi andrai a rapportarti, e invece scopri che c’è del contenuto.
Bello vedere che chi era qui ha partecipato con interesse, e non solo perché c’è il mare.

C'era aria di competizione? 
Li ho visti stare bene insieme al di fuori e al di sopra dei marchi che rappresentano, più o meno nelle stesse zone e più o meno cercando di rubarsi il ciente. Anche in questo ho trovato della positività: competere ma non odiarsi, di questi tempi poi!, è un segno più che positivo.

Ascoltare Rasia Dal Polo, il formatore, che effetto le ha fatto?
Avendo partecipato a tante giornate di formazione, avrei potuto farlo io: "Bene ragazzi, siamo qui, vediamo che cosa ha funzionato e che cosa no. La collaborazione? Collaborazione bene, bene, questo è un contenuto importante. Poi cos’altro? Passione? Passione, certo, perché senza la passione non si può far bene il proprio lavoro...".
Scherzi a parte, per chi non ha mai sentito un formatore è stato comunque interessante. Io l'ho ascoltato con piacere perché magari ho visto uno stile diverso dagli altri. E poco importa se sono cose che hai già sentito dieci o cento volte. In quel momento per me era importante vedere, in tutti questi ragazzi peraltro molto più giovani di me, che avevano un’attenzione giustamente dversa perché per loro erano parole nuove, e io ho invidia per chi ascolta parole nuove.
È come visitare una città che ami e conosci bene. Londra? Venezia? Io invidio chi ci va per la prima volta e per la prima volta vede quella meraviglia.

Gino Frongia che cosa ha apprezzato alla fine? 
Rispetto ad altre volte, il clima meno ingessato, meno paludato, le figure istituzionali mescolate con gli altri partecipanti. Non c’erano primedonne. Anche Giorgio (Boiani, presidente Doc, NdA) in questi giorni ha cercato di non fare la primadonna e, va detto a suo merito, c’è riuscito.