Asconauto

AsConAuto al voto, Boiani riconfermato vicepresidente 

Orgoglioso che i concessionari del 'suo' consorzio abbiano un rappresentante di livello in seno ad AsConAuto, "perché Doc se lo merita". Così il presidente Giorgio Boiani all'indomani delle elezioni per il rinnovo del direttivo dell'Associazione che lo ha visto riconfermato per la terza volta consecutiva nel ruolo di vicepresidente nazionale. Una consultazione che ha riservato più di una novità. Ci siamo arrivati partendo da lontano...

Voleva inquadrare il contesto storico, mi pare...
La premessa è che siamo tutti consapevoli di avere di fronte un triennio molto, molto impegnativo, forse il più impegnativo dell’ultimo ventennio e sicuramente il più impegnativo da quando io personalmente sono in AsConAuto. Impegnativo perché c’è un aspetto da non sottovalutare che è lo scenario italiano, lo scenario economico italiano, che in questo momento non è un facilitatore d’impresa e quindi non permette alla maggior parte degli imprenditori, non solo automotive, di esercitare quella fiducia che ha sempre contraddistinto l’imprenditoria italiana; questo è un clima in cui è difficile orientare la propria barca.
Se poi ci caliamo nel mondo automotive sappiamo benissimo che tutte queste interferenze - diesel sì diesel no, elettrico sì elettrico no – che arrivano al consumatore, non aiutano l’imprenditore concessionario a esercitare il massimo della spinta per fare risultati e fatturato.
E se ci caliamo nel settore del post vendita, fino a qualche anno fa business minore per la concessionaria, beh, qui le difficoltà sono ancora maggiori. Siccome il parco circolante è il più vetusto d’Europa, il ricambio delle auto nuove si è un po’ rallentato e quindi si fa in modo che sia la riparazione a sostenere l’automobilista per qualche anno, è logico che l’utilizzo del ricambio sarà maggiore rispetto agli anni scorsi, ed è evidente che nel mondo della vendita dei ricambi si sono buttati tutti: le multinazionali come Amazon (anche se con l’auto non hanno nulla a che vedere) e i ricambisti d’Oltreoceano che stanno aggredendo l’Europa cercando di riempire sacche di fatturato che fanno altri; aggiungiamo il fenomeno dilagante della contraffazione dei ricambi e otteniamo uno scenario che ci obbliga a fare riflessioni all’interno dell’Associazione che sono più delicate e urgenti rispetto a quando ci si focalizzava sullo sviluppo di consorzi e fatturati.

Chiarito il quadro, come si è mossa la struttura decisionale di AsConAuto?
La riflessione del presidente Guidi, riconfermato alla guida dell’Associazione, ci ha portato a presentare un programma triennale in cui ci siamo riconosciuti, che abbiamo votato all’unanimità, e che ci dovrebbe permettere di avere dei pilastri per essere utili ai consorzi e dare modo ai concessionari di traguardare questo triennio. Che sarà un triennio di cambiamento. Abbiamo l’obbligo morale di fornire delle ricette per arrivare alla fine dei prossimi tre anni integri e magari un po’ più ricchi.

Qual è stato il responso dell’urna?
Più che il responso è importante come ci siamo arrivati: abbiamo fatto una serie di incontri, approfondendo e dibattendo sulla necessità da una parte di dare continuità alla struttura esistente per non perdere la storia di questi ultimi sei anni - mi avvio quindi a ricoprire il ruolo di vicepresidente per il terzo mandato - e dall’altra di dare l’opportunità a nuove figure di offrire il proprio contributo all’interno del board. Per questo si è pensato a un secondo vicepresidente, un dealer attivo che rafforzi il ruolo predominante dei concessionari all’interno di AsConAuto perché sono i concessionari che sostengono la vita dei singoli consorzi. La scelta è caduta su un grosso concessionario nonché presidente del consorzio Doc Padova, Roberto Scarabel.
Abbiamo preso anche la decisione, unanime come la precedente, di allargare il direttivo dai cinque presidenti di consorzio di oggi a tutti e dodici (uno dei quali in rappresentanza degli undici Sincro). Riteniamo infatti che ci debba essere il massimo coinvolgimento di ogni singola componente di AsConAuto, di ogni singolo consorzio, per poter mettere in pista tutte le attività con cui traguardare positivamente il prossimo triennio.
Abbiamo le idee molto chiare, sappiamo di avere di fronte un periodo impegnativo e di grandissima responsabilità, ma vogliamo che AsConAuto abbia sempre più ragione di esistere e possa essere il riferimento per tutti i concessionari che aderiscono ai consorzi.

Avete pensato anche ai clienti?
La vera novità è che questa filosofia pro concessionari la vogliamo trasmettere ai riparatori che oggi sono clienti. Vorremmo che AsConAuto diventasse punto di riferimento anche per l’autoriparatore, che potrebbe trarne beneficio associativo perché avrebbe le stesse informazioni, di prima mano, che oggi sono patrimonio del solo concessionario.
Vorremmo che i clienti si riconoscessero non soltanto nel consorzio locale di appartenenza ma nell’Associazione nazionale.

La soddisfazione di Giorgio Boiani all’indomani della riconferma come vicepresidente nazionale?
La mia soddisfazione è che per il terzo mandato consecutivo mi hanno dato fiducia. Sono contento che, come presidente del mio Doc, anche i concessionari e i riparatori clienti di Lecco-Como-Sondrio-Monza e Brianza possano avere all’interno di AsConAuto un rappresentante che occupa un ruolo importante com’è importante il consorzio che di AsConAuto fa parte. Senza falsa modestia, sono orgoglioso che i concessionari Doc abbiano una rappresentanza di livello perché Doc se lo merita.