Asconauto

Giorgio Boiani lancia il 'Good News Club', astenersi pessimisti

La buona notizia, la prima, è che Giorgio Boiani si è inventato una chat-room. Titolo: Good News Club. Sottotitolo (inespresso): Le piccole cose che ti alleggeriscono la giornata. “Un’idea da divano”, si è schermito il presidente Doc raccontandola a Katia Sala, “nata nei giorni in cui eravamo immersi più di oggi tra notizie sconfortanti. Ho pensato di poter raccogliere in una chat le persone che ricordavo essere positive, che cercano sempre di dire qualcosa di buono rispetto alle tragedie che stiamo vivendo”. Una sessantina di partecipanti per iniziare, qualche aneddoto da condividere e, appunto, buone notizie.

Come quella datata 7 aprile e portata dalla cicogna: è nata Virginia, nipote del concessionario Tarcisio Riva. Che mentre invia la foto della piccina è solo Nonno felice.

La terza buona notizia è un numero in più nella conta quotidiana dei guariti comunicata dalla Protezione Civile, ma è la notizia più bella e più attesa per la sua famiglia e la famiglia allargata del consorzio Doc Ricambi Originali: Luciano Sala è tornato a casa dopo 23 giorni di ospedale. “Questo virus bastardo è meno forte di un concessionario”, scherza la figlia Roberta, con la sorella e i genitori alla guida dell’azienda di famiglia, “e di mio padre in particolare”.

Il ‘vecchio leone’ si è ripreso alla grande?
Le dico solo che ci sentiamo al telefono e la sua prima domanda è “Ma non avete ancora riaperto?” Parla solo di lavoro. Riapriremo gradualmente il 14 e sono convinta che inizierà a chiamare tutti, a partire dal capofficina.

È stata dura?
Papà ha 75 anni ed è cardiopatico, ma fino a sabato 7 marzo è venuto regolarmente in azienda. Poi i brividi, qualche linea di febbre la domenica, il dottore che gli ha detto di stare a casa… Così fino a martedì sera quando, sai il sesto senso?, sono andata a trovarlo con il saturimetro. Guardava Atalanta-Valencia e la saturazione era 85! È stato mio suocero, volontario del 118, a dirmi di chiamare il 112. L’ambulanza è arrivata dopo pochi minuti, papà è stato ricoverato all’ospedale di Merate e la mattina dopo mi hanno comunicato che aveva la polmonite bilaterale interstiziale. Il tampone è risultato positivo ma per fortuna in terapia intensiva, sotto il ‘casco’, non ci è mai andato. I primi tre-quattro giorni sono stati i più delicati, la febbre non scendeva, al telefono mi diceva “Roberta, io di qua non esco”, non aveva quasi voce… Poi c’è stata la svolta, il ciclo di antibiotici e la terapia retrovirale hanno cominciato a fare effetto, la febbre è scesa e, anche se ogni tanto aveva ancora problemi di respirazione, gli bastava la maschera con l’ossigeno.
Il problema è stato quando anche mia madre ha iniziato a stare male, con me e mia sorella Elena in autoisolamento e quindi senza la possibilità di starle vicino. Ha resistito anche lei e oggi sta bene, ma sono stati giorni pesantissimi, di una tensione emotiva pazzesca, penso che dopo il Covid potrò sopportare qualunque altro tsunami!

È tutta un’altra cosa ma anche il passaggio da General Motors a FCA e l’avvento della Placca non sono stati esattamente una passeggiata…
Proprio! Ma più del passaggio a un altro Gruppo - con tutto quel che ne è conseguito: sono cambiati i processi operativi e sono cambiati gli interlocutori - abbiamo sofferto l’avvento della Placca. ‘Sala Luciano’ è nata nel 1971 come officina, sappiamo bene che cosa vuol dire vendere i ricambi e fornire assistenza; il rapporto con gli autoriparatori lo abbiamo costruito negli anni sulla disponibilità del ricambio, le informazioni, la competenza tecnica del magazziniere… Oggi mi devo interfacciare con una Placca che per quanto riguarda Opel è ancora in rodaggio, è partita con uno stock non adeguato. Insomma, ci riesce difficile garantire il servizio che garantivamo prima, in più temo che i clienti più grossi e strutturati tenderanno a bypassarci per attingere direttamente alla Placca e, in forza dei volumi più alti, ottenere sconti maggiori.
Diciamo che stiamo vivendo oggi quello che i concessionari Peugeot e Citroën hanno vissuto due anni fa. La Placca è stato il fattore più destabilizzante degli ultimi vent’anni.

E ora l’emergenza Coronavirus. Come sarà la ripresa? Come vi state preparando alla riapertura del 14?
Io sono una persona che ama programmare, ma adesso è utopistico, quindi l’importante è dare un messaggio, è dire che ci siamo, aprire timidamente per far capire al cliente finale e all’autoriparatore che 'Sala Luciano' c’è, che il servizio c’è. La ripresa sarà graduale, inizieremo riaprendo soltanto il magazzino ricambi con orario ridotto, adotteremo molte nuove procedure e per alcune ci siamo già attivati condividendole con tutti e 28 i dipendenti. Per esempio cambieranno le disposizioni interne all’azienda, i flussi in entrata e in uscita saranno separati, ci sarà l’obbligo di mascherine per chi entra e per noi, ci saranno gli schermi protettivi sulle scrivanie, i gel disinfettanti… Mentre la sanificazione di tutta la struttura l’abbiamo già fatta.

In queste settimane di blocco avete dovuto gestire delle emergenze?
Non molte. Avevamo comunicato tramite internet e i canali social la chiusura dei nostri servizi, ma non siamo spariti. Abbiamo fornito un indirizzo mail collegato alla mia posta e siamo intervenuti consegnando e montando a domicilio cinque batterie per altrettante macchine. Per segnalazioni non urgenti ho risposto rimandando a martedì 14.
Richieste dagli autoriparatori invece ne ho ricevute pochissime e tutte risolte dal magazziniere che ha lavorato da casa con un computer collegato al nostro gestionale.

Anche papà tornerà a lavorare ‘in modalità agile’?
Scherza? Papà è antitecnologico, ha ancora un vecchio cellulare (e infatti dall’ospedale comunicavamo solo a voce, niente video). Ma è lui il motivatore della concessionaria, è una sua creatura, e anche se di tante cose non si occupa giustamente più, lui è quello che di fronte alle difficoltà non si lascia abbattere. Gliel’ho detto: questo virus bastardo è meno forte di un concessionario, e di papà Luciano in particolare.

Nella foto in home page, scattata all’inaugurazione della sede di Lecco nel gennaio 2011, la famiglia Sala al completo. Accanto a Luciano, l’allora direttore vendite di Opel Italia, Silvano Dendena.