Asconauto

Il consigliere Manzoni (Gruppo Clerici), “In Doc il soggetto è noi”

“Il noi è fondamentale”. Una dichiarazione che riassume pensiero e opere di Alessandro Manzoni, fresca new entry del nuovo consiglio di amministrazione Doc Ricambi Originali. Il responsabile post vendita di Gruppo Clerici pensa anche che si debba essere “concreti e preparati”.
Si è lasciato agganciare sul cellulare al suo rientro in concessionaria dopo le ferie, mentre i telefoni gli squillavano intorno. E questo, senza che ce lo dica, è un altro suo tratto caratteristico: la disponibilità.

Dunque, Alessandro Manzoni, nuovo membro del rinnovato cda del consorzio. Da dove nasce la sua candidatura spontanea?
Sono un uomo di post vendita e questo ha favorito la scelta di Clerici Auto di candidarmi. Ovviamente ero d’accordo. Per me è l’ennesimo step di un percorso lavorativo che mi appassiona, da 22 anni, ogni giorno di più.
Avere un ruolo istituzionale fa piacere a tutti, e io ho l’onore di rappresentare nel cda Doc un Gruppo molto forte, che è cresciuto negli anni (e io con lui).

Il neo presidente Doc, Lorenzo Cogliati, ha insistito molto sulla collegialità della gestione. Che ne pensa?
Sono l’ultimo arrivato in un cda fatto di persone che da anni ne sono parte. Vedo l’idea della squadra come un insieme di forze congiunte che produrrà risultati. Il noi è fondamentale. Credo nei gruppi di lavoro e credo che il risultato sia la risultanza, e lo so che sembra un gioco di parole, di un modo di lavorare.

Quale sarà il suo contributo alla gestione del consorzio?
Il mio intervento in cda è stato un presentare quello che sono: un tecnico, e come tale mi adopererò. Sono al fianco di persone che lavorano con i ricambi, che capiscono le esigenze specifiche dell’autoriparatore. Esigenze che conosco anch’io perché in officina ci ho lavorato, perché nel service ci ho lavorato e ci lavoro, e perché ricordo bene quando giravo con Davide Blatti (direttore del consorzio, nda) per presentare ai potenziali clienti una Doc neonata.
Credo che dobbiamo lavorare per migliorare le relazioni tra i magazzini e il consorzio, ben sapendo che i riparatori clienti sono il bene più prezioso. Dobbiamo coltivare il rapporto con il cliente, cioè l’officina e la carrozzeria, riuscire ad avere un buon rapporto con il cliente per fare in modo che a sua volta il nostro cliente abbia un buon rapporto con il suo cliente finale.
Come? Mettendoci la faccia, che nel caso della concessionaria che opera con i riparatori indipendenti è quella del magazziniere. Se riusciamo a porci in quest’ottica, lavorando da professionisti, alimenteremo una catena virtuosa.

L’attribuzione delle deleghe dice chiaramente che non è stato un occupare poltrone. Insieme a Marco Casati e Marco Vanoni lei dovrà gestire i grandi acquirenti. Detto in altre parole?
I grandi acquirenti sono gruppi con più punti vendita, con i quali è necessario definire procedure che sono inevitabilmente diverse da quelle che si utilizzano con il singolo operatore. È un lavoro appena abbozzato che richiederà formazione, che aprirà nuovi canali di comunicazione, che porterà a stilare degli accordi quadro.
Di sicuro non lasceremo cadere le nuove opportunità che il mercato ci offre. Per rispetto del lavoro, dei soci, dei nostri clienti.

Un altro vostro compito è la formazione dei magazzinieri, per citare ancora Cogliati “il motore del consorzio”. Come pensate di assolverlo?
Chiunque lavori oggi in un contesto di concessionaria non può che essere una persona preparata e formata, da chi lava le macchine a chi dirige. La formazione di un magazziniere, quindi di una figura che storicamente ha sempre avuto un ruolo logistico e amministrativo, va nella direzione di una consulenza commerciale all’officina esterna. Supporto operativo, quindi, ma non solo.
Le Case auto fanno formazione, ma non entrano così nello specifico. Il nostro obiettivo è che promoter, magazziniere, cliente parlino tutti la stessa lingua, siano pronti a recepire l’uno le necessità dell’altro. Il magazziniere è la persona che parla con il cliente, più ha uno skill consulenziale più l’autoriparatore si troverà bene e richiamerà.
Bisogna essere concreti e preparati, e bisogna saper comunicare con il cliente. Sarà dura far passare questi concetti, sarà una bella sfida, ma non possiamo rischiare di perdere una fetta di business.

Lavorerà con altri due service manager. Vi lega altro oltre al “parlare la stessa lingua”?
Li conosco poco ma la cosa non mi preoccupa, l’approccio è di squadra e ognuno darà il proprio contributo.
Nel consiglio di amministrazione sono entrato in punta di piedi, da ultimo arrivato cerco di capire dinamiche che per me sono nuove. Di sicuro farò di tutto per coinvolgere chi lavora con me in commissione e tutto il resto del cda.

Da responsabile post vendita di Gruppo Clerici come vede la ‘sua’ Doc?
L’ho vista nascere, la conosco come un’organizzazione che ha fatto tanto nel nostro territorio per riuscire a distribuire i ricambi originali ovunque, anche nelle zone più impervie.
Credo però che ci siano figure le cui mansioni potrebbero essere riviste e migliorate, anche per far meglio apprezzare il consorzio dalle stesse concessionarie socie.
Come Gruppo Clerici ci abbiamo creduto da subito, in Doc, impossibile anche solo pensare di stare fuori dal consorzio. E il fatto che ci siamo candidati per entrare nel cda… Le ho già detto quanto sono orgoglioso di rappresentare questo Gruppo?