Asconauto

Fabrizio Guidi mette il magazziniere al centro

"Presidente dica la verità, del Gentiloni non gliel’aveva ancora dato nessuno".
"Sinceramente no. Il direttore del Giornale è stato gentilissimo a darmi del Gentiloni, ma non trova la mia approvazione".

Sta al gioco Fabrizio Guidi, il numero uno di AsConAuto cui Sallusti ha affibbiato un'improbabile somiglianza. L'occasione è l'evento annuale Doc che lo scorso 25 gennaio ha raccolto all'Hotel de la Ville di Monza, città che identifica un importante centro di costo del consorzio, concessionari e parts manager. A fine serata, spazio alle interviste. Ai nostri microfoni c'è proprio il presidente nazionale dell'Associazione. "Il direttore", riflette Guidi, "si è dimostrato persona intelligente e gradevole e mi sembra che abbia seguito la nostra serata con un'attenzione non comune.

Vi ha anche dato qualche buon consiglio: andare a Roma e farvi sentire…
Vediamo con chi ci faremo sentire da qui in avanti. Ci sono tante cose in ballo, anche nelle associazioni dei concessionari. 
Noi rappresentiamo la continuità nella tranquillità. Adesso c’è una serie di scelte che riguarderanno anche la riorganizzazione di Federauto. Noi continuiamo a offrire la più ampia collaborazione, per poter ragionare insieme nell’interesse dei concessionari.
Per il resto, si prospetta un anno ricco di attività: sviluppare i nostri consorzi, la nostra presenza al Dealer Day e soprattutto…

Il Service Day?
Dal 15 al 17 novembre Brixia Forum a Brescia ospiterà il primo Dealer Day dedicato al Service, che Quintegia organizzerà insieme a noi.
Stiamo invitando le Case e i concessionari service, apriremo a tutti gli autoriparatori affiliati ai consorzi AsConAuto e anche a quelli che non lo sono ma che vogliono scoprire come funziona il mercato del service originale, la qualità dei ricambi originali, le nostre proposte.

A proposito di service. Con il Contest, Doc ha messo il magazziniere al centro, figura che ha un peso specifico notevole...
Assolutamente sì, era il tassello che mancava. Tutto è partito dal consorzio di Lecco, che ha voluto fare un’iniziativa specifica sui magazzinieri che abbiamo condiviso. Siamo tutti d’accordo che non si possa fare questo 'gioco di carte' senza il 'mazziere', fuori di metafora colui che all’interno del magazzino cerca di raggiungere degli obiettivi. Che sono quelli di aumentare la vendita dei ricambi originali e anche, per esempio, puntare sulla qualità che si può dare all’autoriparatore con una riparazione fatta con i ricambi originali.
Ma la nostra attenzione è anche verso i problemi che hanno gli autoriparatori: siamo sempre stati al loro fianco in questi ultimi anni, appoggiando le loro battaglie perché il loro lavoro fosse rispettato e riconosciuto. Abbiamo dei progetti interessanti che li riguardano.

In tutto questo 'l’Uomo al centro', tema conduttore della serata, che cosa c'entra?
L’uomo c'entra, perché le cose si fanno proprio perché ci sono le persone giuste a farle. Se noi siamo in grado di chiedere a ciascuno dei soggetti che operano all’interno del nostro mondo - il concessionario, il responsabile post vendita, il magazziniere, l’autoriparatore - di valutare quelli che sono i contenuti di un progetto, di portare il proprio contributo, rimettiamo al centro queste persone, raccogliamo da loro indicazioni e suggerimenti e miglioriamo anche i nostri risultati. Non si può fare a meno di nessuna di queste persone, sennò sbaglieremmo e il progetto sarebbe zoppo.

È contento della 'sua' AsConAuto?
Magari fosse mia! L’AsConAuto è di 913 concessionari, è di proprietà morale anche degli autoriparatori che serviamo. Soprattutto, siamo 12 presidenti di consorzi, chi concessionario chi no ma comunque in rappresentanza dei concessionari, che facciamo questa parte della nostra vita lavorativa con passione, e la facciamo grazie al contributo di Gestione Consorzi, che è una risorsa ineguagliabile per noi.
Quindi, come si potrebbe non essere contenti? I risultati ci ripagano, ci danno soddisfazione... Noi ci crediamo. E lavoriamo anche per adeguarci ai tempi nuovi.

Il suo prossimo ruolo in politica, per chiudere come abbiamo iniziato?
In politica? Quello che dovrebbe fare tutta una serie di persone: lasciare stare.