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Il presidente Doc Boiani, "Arriverà il nostro 25 Aprile"

Ha in serbo una sorpresa, Giorgio Boiani, ma non la svelerà nemmeno sotto tortura. Senno che sorpresa sarebbe? Mi tocca fargli un’intervista di prammatica, al presidente Doc, che anche se abbottonato non si farà e ci farà mancare qualche considerazione extraordinaria.

Cominciamo dalla ripresa. C’è già un dopo Covid?
Intanto indicherei una modalità: considerare giugno-luglio-agosto come se fossero un mese solo, tre mesi in uno, evitando le previsioni mensili che purtroppo i concessionari sono abituati a fare. Bisogna combattere per portare a casa il più possibile.
L’esasperazione nasce anche dal fatto che il confronto con l’anno prima, il mese prima su trattative e contratti non è più su base mensile ma viene fatto ogni dieci giorni: un confronto snervante, con ritmi non più sostenibili. Alla navigazione a vista si aggiunge l’incognita del futuro, perché non sappiamo che cosa il consumatore considererà prioritario da qui a qualche mese; troppe insicurezze, troppe variabili, troppe paure… Ma anche se è una navigazione con la bussola rotta non possiamo permetterci di fermare nulla, dobbiamo arrivare a settembre per tirare la riga.

Agosto che agosto sarà?
La voglia è di considerarlo un mese normale: concessionarie aperte, autoriparatori anche, e il consorzio, che fino all’anno scorso ha osservato due settimane di chiusura, dovrà probabilmente organizzarsi per continuare a garantire il servizio.

Che cosa sta facendo Roma per l’auto?
Nulla, non è la priorità, anche perché nonostante tutto l’auto è un settore che più di altri - il turismo per esempio - ha maggiore possibilità di recuperare almeno in parte quello che ha perso.
Dalle risposte a un questionario che sto facendo girare tra i concessionari Doc, la sensazione è che il contraccolpo non sia lo stesso per tutti i marchi, alcuni stanno soffrendo di più. Ci sono Case auto che hanno messo subito in campo sconti e campagne aggressive, pur in un mercato che sta viaggiando al 50 per cento; le previsioni per giugno sono ottimistiche per quanto riguarda l’assistenza mentre, a sorpresa, la vendita dell’usato va maluccio.
Recovery Fund, Mes… qualcosa deve arrivare. Fino ad ora lo Stato è intervenuto con liquidità spicciola per dare boccate di ossigeno e tenere in piedi l’economia reale. Ma qui serve una terapia che duri almeno fino alla fine dell’anno, che non vuol dire denari a pioggia ma, come richiesto da Federauto, defiscalizzazione degli acquisti, detrazione dell’Iva al 100 per cento per le partite Iva… Per ora è tutto spostato a settembre, ma a settembre devi avere ‘ciccia’ nel cassetto.

Chi sta soffrendo di più in questo momento?
Dovrebbe essere il carrozziere e dico dovrebbe perché ne abbiamo, tra i clienti Doc, che invece sono pieni di lavoro. Bisogna darsi da fare, inventarsi quello che non c’è, cercare di ammazzare i costi e il lavoro andarselo a prendere.
Io sono fiducioso e positivo ma bisogna fare in modo di arrivare a settembre e solo allora tirare la famosa riga. L’ingranaggio dipende dall’economia in generale. L‘albergatore che non apre magari non cambierà la macchina…
C’è anche un altro elemento psicologico: se avessimo una classe politica di ferro e riferimenti di cui fidarsi, forse avremmo più voglia di fare perché ci sentiremmo più sicuri.

Come con Doc?
Il consorzio deve essere un faro per i concessionari e per i riparatori, il punto luminoso a cui guardare quando sei in navigazione notturna. Il faro del consorzio non può mai spegnersi.
Fuori di metafora, deve analizzare le informazioni che arrivano dal mondo e restituirle a chi ne deve fare uso sotto forma di corretta informazione, dati oggettivi, prospettive…
Dopo tre mesi di blocco quasi totale, abbiamo insolvenze dello zero virgola e già con piani di rientro; questo vuol dire un parterre di imprenditori sani. I concessionari sono orgogliosi di avere una rete di riparatori così leale, coraggiosa e puntuale, e questo è il frutto del lavoro di anni. Dobbiamo restituire ai clienti Doc tutto quello che possiamo fare in questo momento, anche se non potranno essere viaggi e gite fuori porta; abbiamo l’obbligo di essere al loro fianco e di aiutarli in ogni modo possibile. Hanno dimostrato un attaccamento alla ‘maglia’ commovente, io li amo, li stimo tantissimo. La comunità vera c’è, e questo è l’elemento davvero prezioso.

L’ha colto anche Monsignor Milani, il Prevosto di Lecco, nel suo messaggio al consorzio…
Monsignor Milani è un imprenditore della Chiesa. Sono riuscito a parlargli quando - durante le settimane più dure del lockdown - siamo andati a prendere il cibo da distribuire ai clochard. In quell’occasione gli avevo chiesto una benedizione speciale per il 4 maggio. Monsignor Milani ha registrato un messaggio in cui ha espresso “gratitudine nei confronti degli imprenditori per il servizio che rendono alle officine e carrozzerie”. Ha ringraziato gli imprenditori che riaprendo le aziende, tornando a lavorare, “portano la speranza, mostrando che bisogna mettere la testa fuori di casa, in sicurezza, perché la vita va affrontata”. Essere ringraziati per un servizio significa che il valore è stato percepito, che è un servizio di utilità vera.

A proposito di servizi, come Doc avete sentito il bisogno di ringraziare GC Group…
A nome di tutti i concessionari del consorzio ho fatto i complimenti ufficiali a Marco Callisti di GC, che a sua volta li ha condivisi con tutti i suoi collaboratori. Abbiamo convenuto che GC, e i professionisti che seguono i consorzi, si sono dimostrati dei fuoriclasse nella gestione dell’emergenza, già da marzo, in mezzo alle mille difficoltà dello smartworking e di una pandemia che non li ha spaventati minimamente. Hanno messo in atto iniziative che hanno permesso di creare da subito economie che sono state apprezzate e utilizzate da tutti noi. Hanno avuto un tempismo che aziende più grandi di loro si sognano. GC Group ci ha fatto sentire al sicuro.

La prima cosa che vorrebbe fare quando tutto questo sarà finito?
Il mio sogno? Avere le condizioni per fare una grande festa, per dire che ce l’abbiamo fatta, che ci siamo lasciato tutto alle spalle e possiamo finalmente festeggiare. Il 25 Aprile di Doc.