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Il presidente Doc: “Nel 2018 più AsConAuto e meno Doc"

"Questo tsunami della globalizzazione ci dà due possibilità: o annegare o surfare". Usa un'immagine delle sue, il presidente Doc Giorgio Boiani, per introdurci al mondo che verrà. Ci arriviamo partendo dal bilancio di un'annata che "chiude come sempre molto bene".

In crescita?
Anche in questo 2017, dopo tanti anni, registriamo una crescita nel fatturato. Già una linea costante sarebbe motivo di soddisfazione, il fatto che si cresca e che la comunità dei concessionari riesca a vendere anche solo un ricambio in più come attività 'core' è un obiettivo raggiunto.

E se parliamo di attività 'non core'?
Diciamo che la nostra fantasia e la volontà di essere al passo con i tempi non ci hanno fatto mancare spinte verso nuove attività. Quest’anno, come da programma, abbiamo riconsiderato molto le figure professionali all’interno dei magazzini. Ritenevamo corretto far sì che queste persone chiave del nostro business, figure dimenticate da troppo tempo, fossero al centro: lo sono state nel week-end di formazione loro dedicato, il primo nella storia di Doc e di tutta AsConAuto, e lo saranno nella cena conviviale annuale in programma il 25 gennaio.

Il consorzio sta cambiando pelle?
Tra quelle che stiamo portando avanti e che abbiamo in mente di fare, prevale non l’attività di un consorzio di ricambi ma l’attività di una comunità di professionisti. Siamo convinti che se il nostro network diventa un vero network di professionisti della riparazione e della vendita che insieme affrontano le sfide future, riusciremo ad affrontare anche la globalizzazione. Ne abbiamo sempre parlato, oggi ci siamo dentro in pieno. Questo tsunami della globalizzazione ci dà due possibilità: o annegare o surfare.

Quando dice tsunami a cosa pensa in particolare?
Al web prima di tutto, che è minaccia ed è opportunità. Sono di più le opportunità, ma devi essere protagonista.
Abbiamo diversi tavoli aperti sulla mobilità, il passaggio dai motori termici ai motori elettrici, per dirne uno; la fisionomia delle metropoli è ben delineata, anche a discapito della filiera che lavora nella riparazione e nella vendita. Questo mondo globalizzato permette a tutti quanti non solo di rimanere aggiornati sulle strade da intraprendere ma di avere strumenti per fare business.

Quali strumenti?
Per esempio i nuovi piani formativi non solo per diventare meccatronici, che è già obbligo di legge, ma professionisti della riparazione del veicolo elettrico. Oppure possiamo ipotizzare di costruire un network di riparatori qualificati che si presenti sul territorio nazionale per accogliere auto ex noleggio o usate provenienti da un circuito certificato. O ancora possiamo ipotizzare un contratto di lavoro 'figlio' del contratto di lavoro per i concessionari per le figure interne alle officine e carrozzerie...
Vorremmo far sì che i nostri clienti diventino fattivamente parte di un club esclusivo che porti vantaggi concreti.

Ne dica uno...
Accedere ad alcuni servizi - assicurativi e finanziari - con tariffe dedicate; avere, attraverso AsConAuto Informa, quelle informazioni utili per prendere decisioni in azienda in tema di privacy, sicurezza, adempimenti sanitari... Poter contare su qualcuno che ti aiuta a risolvere un problema del genere è importante.
Quello che ipotizzavamo di mettere a disposizione del concessionario sarà a disposizione di tutta la rete.

Il concessionario come la prenderà?
Non ha alternative. Il meccanico o il carrozziere che da lui compra ricambi o è suo alleato o diventa un 'nemico'. Nel senso che non solo gli porterà via il cliente ma non gli comprerà più ricambi.

Per l'autoriparatore cliente che programmi ha Doc per il 2018?
Abbiamo in canna un minicontest con annesso premio per le performance migliori (probabilmente un week-end lungo) e poi un grande evento di festa per il mese di maggio.

Gli obiettivi del presidente Boiani?
Non ragionare più per Doc ma ragionare per AsConAuto. Mi spiego con una metafora: il presidente di consorzio è come il sindaco di un comune, è chiaro che è più vicino ai suoi cittadini. Ma ormai siamo una popolazione talmente grande - quasi ventimila Partite Iva distribuite in tutta Italia - che il 'sindaco' non può prescindere da ragionamenti nazionali.
Rispettiamo e continueremo a rispettare usi e costumi locali - sapendo che quello che va bene in Lombardia potrebbe non andar bene in Puglia o in Sicilia o viceversa - ma la traccia del percorso deve essere una traccia nazionale. Non possiamo più permetterci lo 'spezzatino'.
Se un tempo parlavamo solo di Doc e facevamo qualche accenno ad AsConAuto, adesso dobbiamo ragionare in termini AsConAuto e fare qualche riferimento a Doc. La preponderanza la deve avere AsConAuto.

Teme resistenze interne?
Assolutamente. Mai come quest’anno AsConAuto ha generato sinergie e grandi economie, i concessionari sono ovviamente sensibili al portafoglio. La nostra non è una associazione politica ma pratica, crea economie sulla base di investimenti. Il cerchio si chiude.

Dentro il cerchio, sempre l'uomo?
La nostra arma più potente è il rapporto umano, a tutti i livelli. La funzione del promoter e dei logistici è sempre più importante perché dopo tanta tecnologia e informatica e modernità, tutti noi continuiamo ad avere bisogno di rapporti umani che ci rinfranchino nel nostro operato. Quando fai questo lavoro con passione e questa passione la trasmetti attraverso relazioni sincere, tutto diventa più facile, dalle decisioni in consiglio di amministrazione al contatto mordi e fuggi del logistico che consegna l’ultima vite del giorno.
Dobbiamo aprire le menti, costruire AsConAuto Campus in Madagascar non è servito solo ai bambini, è servito a noi, a rimettere al centro i valori dell’uomo.

A proposito... Iniziative benefiche per l'anno che sta per cominciare?
Prima di tutto finire la scuola, chiudere le opere (ci sono le recinzioni da fare, il pozzo da rifare, i pannelli solari da installare...). L’adozione dei percorsi scolastici sta andando bene, è un progetto che porteremo avanti. 
AsConAuto Campus è il progetto fuori dall’Italia, ma nel 2018 vogliamo poter essere utili anche a qualche causa italiana. Vi terremo informati.