Asconauto

Un presidente zaino in spalla, verso Meeting 2020

“Mai come oggi mi sento parte di un gruppo di pionieri che devono per forza tracciare una rotta”. Potrebbe sembrare presunzione, quella di Giorgio Boiani, ma non per chi conosce il presidente Doc e sa che queste parole sono figlie della lucida analisi del periodo storico che stiamo vivendo. L’incontro annuale del consorzio in programma il 27 gennaio al Palataurus - L’uomo al centro - Il sè e l’altro - sarà l’occasione per definire le nuove coordinate.

Anche la quarta edizione del meeting Doc è nel segno della centralità dell’uomo…
Ognuno di noi ha sempre più bisogno dell’altro per farsi coraggio, per non sentirsi soli nel dover affrontare un periodo storico che ci pone interrogativi mastodontici che non riguardano ‘solo’ il futuro dell’automobile ma la sopravvivenza della nostra specie e del nostro pianeta. Io sono stato fortemente condizionato, quest’anno, dalla sensibilità finalmente generale che è emersa immaginandoci che cosa sarà il Pianeta Terra tra cento anni. Questa umanità che sta andando verso un probabile declino ci fa sentire ancora più smarriti e soli. Quindi la reazione è che solo l’uomo, e solo insieme, potrà trovare soluzioni a un’ipotesi catastrofista ma che oggi è una realtà.
Se poi sommiamo l’incertezza di una nazione che non ha una direzione, la sensazione è di essere immersi in una sorta di nebbia che impedisce di orientarsi nella direzione giusta. L’obbligo che abbiamo - che ognuno di noi ha per sensibilità, competenze, cultura - è di riuscire a formare un gruppo che possa indicare la strada a chi seguirà, come facevano i pionieri del passato. Mai come oggi mi sento parte di un gruppo di pionieri che devono per forza tracciare una rotta. Tante persone che lavorano con noi ci guardano per capire che direzione prendere. Ancora una volta - dopo aver parlato di tecnologie, di robotica, di informatica, di questi supporti freddi - sarà l’uomo con il suo essere complicata macchina che riuscirà a tirarci fuori da questa situazione di estrema nebulosità.

Situazione che non risparmia la realtà Doc?
Per poter continuare a svolgere la nostra attività - vendere ricambi e servizi attraverso le concessionarie socie ed essere di supporto a tutta la filiera - abbiamo bisogno di momenti di confronto e di analisi, di trovare risposte e scrivere un progetto. Improvvisazione e intuizione ci hanno portato ad avere successo, ma oggi servono matematica, scienza, informazione; attraverso i numeri dobbiamo capire che cosa andare a costruire per continuare anche solo a pensare di esistere. Tante aziende non hanno fatto queste valutazioni e sono sparite dal mercato nel giro di un anno o due. Esistere vuol dire avere una compagine di concessionarie che non avranno più le stesse caratteristiche di oggi, che dovranno tenere insieme clienti che hanno bisogno di altro rispetto a quello che abbiamo dato fino a questo momento, vuol dire avere un gruppo dirigente che riesca a staccarsi dalla quotidianità.
Dobbiamo smettere di sbrodolarci addosso i successi, che pure ci sono. Si festeggia, si beve lo spumante, si appoggia il bicchiere e ci si rimette lo zaino in spalla.

E il 27 gennaio si inizia a tracciare un nuovo percorso?
Abbiamo iniziato anni fa pensando a come poter trasferire ai nostri partner tutto quello che di buono faceva Doc, poi che era il caso di informare i nostri concessionari (che vivevano marginalmente il consorzio, con la tendenza a delegare), poi che sarebbe stato bello coinvolgere anche i loro uomini di magazzino… Ogni anno abbiamo agganciato un modulo.

Quest’anno i costruttori?
Diamo per scontato che la Casa auto sappia che cosa fa il concessionario; invece, abbiamo assolutamente bisogno di trasferire alla Casa gli sforzi economico-finanziari del concessionario per supportarla, in questo caso con la vendita di ricambi originali.
Anche i manager delle Case mandanti sono preoccupati per il futuro, perché a loro volta devono rendere conto a terzi, mentre le decisioni che prendono e investono i concessionari li fanno sembrare uomini cattivi. Il meeting di gennaio è anche per dimostrare che i concessionari continuano a investire e sono qui per dare una mano alle Case, l’antagonismo nascosto tra dealer e Casa mandante si deve allentare. I concessionari hanno bisogno delle Case e viceversa.

Come dimostrarlo?
In mezzo a questa nebbia ci sono aziende che sono delle certezze, che questo esercizio di provare a vedere anche quando non si vede l’hanno già fatto e sono Autotorino e Gestione Consorzi. L’una e l’altra permettono ad altre aziende di poter avere una direzione.
Sono due casi di successo che vogliamo raccontare alla sala,  best practice di cui fare tesoro.

Chi ci sarà, in sala?
Dealer e uomini di magazzino e partner, ci aspettiamo circa 300-350 persone.

E il presidente Boiani sul palco?
In tutti questi anni sono stato in prima linea per mantenere le posizioni del consorzio, mi sono speso in una serie di attività - dall’introduzione di novità tecnologiche come BeeTip e l’App A-Service alla formazione dei parts manager, alla battaglia con il senatore Romeo e Plinio Vanini per cancellare la tassa sull’auto aziendale - che andavano fatte.
Il piacere per me oggi è avere abbandonato il palco ed essermi messo in regia.
Sono contento di vedere che Davide (Blatti, capoconsorzio dalla prima ora, NdA) è cresciuto - come tutta la squadra Doc - ed è perfettamente in grado di prendere il mio posto sul palco. Chi ha voglia di spendersi ha la possibilità di avere uno spazio per crescere. Mi auguro di riuscire a mantenere il mio ruolo in questo consorzio che, dopo cinque anni per farlo nascere e 14 per amministrarlo, è mio figlio.