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Il carrozziere Giampiero Baroncini: "Solo ricambi originali, e me ne vanto"

“La vostra macchina in un salone di bellezza”, è lo slogan scelto da Giampiero Baroncini per la sua 'Baroncini Auto', carrozzeria di Berbenno di Valtellina (So). Perché è così che questo autoriparatore di lungo corso tratta qualunque veicolo, a due o a quattro ruote, ultimo modello o d’epoca, varchi la soglia del civico 108/1 di Via Marconi.

Ci racconta la sua storia?
Sono abbastanza vecchio del mestiere. Ho sempre fatto il carrozziere, prima come dipendente e poi nel 1990 mi sono messo in proprio. Lavora con me mia moglie Cinzia, che segue l’ufficio. Abbiamo avuto fino a 5-6 dipendenti, adesso ci siamo un po’ ridimensionati e siamo noi due con due operai.
L’azienda è di 750 metri quadrati coperti, la sede definitiva dopo due traslochi. Ho avuto anche una seconda sede ma era un impegno troppo grosso, ho lasciato.

Com’è il giro di lavoro?
Calcoliamo 10-15 macchine a settimana, quasi tutte di privati. Le concessionarie sono diventate un po’ troppo… preziose e ci fanno lavorare un po’ poco. Io sono di Berbenno e la carrozzeria è proprio in mezzo alle concessionarie: vicinissima a BMW, a 50 metri da Mercedes, vicina a Volkswagen-Audi… ma sono cambiati i proprietari e, a parte qualcosa con Sondrio Diesel, il lavoro è diminuito.

Siete carrozzeria pura o andate verso il centro servizi?
Facciamo carrozzeria tradizionale e tanti restauri, moto e auto d’epoca. È una passione mia che è diventata lavoro. Abbiamo sempre qualcosa in carrozzeria. I lavori più recenti? Abbiamo consegnato una 500 D del 1961, stiamo facendo una Opel Kadett da rally degli anni 70, abbiamo finito una Lambretta del ’64, stiamo finendo il restauro di un’Audi 80 degli anni 90, di una Lancia Rally del ’67…
Se mi chiedono “Quando me la fai?” rispondo “Eh, un attimo di pazienza”.

Restauro a parte, qual è la politica Baroncini in fatto di ricambi?
Io ho cominciato a lavorare nel ’74, sono 44 anni che faccio il carrozziere, e specialmente da quando mi sono messo in proprio ho sempre lavorato con i ricambi assolutamente originali. Sono pochissime le volte che vado a prendere qualcosa di non originale, se c’è proprio la macchina che vale 1.500 euro e devi cambiare il paraurti, piuttosto che prendere un ricambio di concorrenza preferisco l’usato ma originale. Però una picchiata di roba non originale io non l’ho mai fatta in vita mia. E mi vanto di questo.

È anche un discorso di immagine?
La nostra politica è sempre stata: piuttosto faccio una macchina in meno ma quello che faccio deve avere qualcosa in più.

Con Doc come va?
Benissimo! Con Franco (Muffatti, promoter di riferimento, NdA) ci conosciamo da quando eravamo ragazzini, dai tempi delle scuole… Lo so che è in pensione… Ci siamo ritrovati quando lui lavorava in Autotorino e mi ha fatto piacere quando è passato in Doc perché secondo me in Autotorino era un po’ sprecato. È bravo, ha una pazienza infinita, se c’è un problema lo risolve, anche sui pagamenti risolve sempre tutto, un signore veramente.

Contento anche del servizio?
Eh, qui mi lamento un po’. Le ho detto che sono vicino alle concessionarie e, a parte Mercedes che i ricambi me li porta direttamente perché siamo porta a porta, mi sembra assurdo che ritirino la roba in Volkswagen-Audi, per esempio, la portino a Colico e me la consegnino nel pomeriggio. Cavolo, mi passano davanti con il mio ricambio che va a Colico! Per me quella è proprio una mancanza.

Speriamo risolvibile. Da dove arrivano i suoi clienti?
Abbiamo clienti da Milano a Livigno. Ho un cliente di Milano che dice: “Vengo a riparare la macchina in Valtellina perché lì da te è un posto speciale”. Credo che la gente venga da me perché do qualcosa in più degli altri.
Il nostro slogan è: “La vostra macchina in un salone di bellezza”, perché a me piace curarla tantissimo e il cliente lo riconosce. C’è gente che dice: “Ho picchiato la macchina ma sono contento perché poi quando la porto via me la ritrovo nuova”. Curiamo moltissimo anche la pulizia dell’abitacolo, se ne occupa personalmente Cinzia.
E poi diamo l’auto di cortesia… adesso è un servizio che fanno tutti, ma io penso di essere stato uno dei primi, addirittura nel ’90. Avevo due macchine a disposizione, personali, che offrivo al cliente come auto di cortesia, ovviamente a titolo gratuito.