Asconauto

Massimo Mancini (City Motors), "In Cina per fare business con i ricambi"

Chi è partito ha sfruttato congiunture favorevoli”, aveva detto il presidente Doc Boiani alla vigilia della missione a Guangzhou, in Cina, dove era in corso Auto Aftermarket, l’Autopromotec del Sol Levante. Aggiungendo che “annusare che cosa c’è dall’altra parte del mondo è un’opportunità che chi può dovrebbe cogliere”.

Massimo Mancini, titolare di City Motors a Monza l’ha colta (insieme all’outsider Moreno Seveso e ai colleghi Tarcisio Riva - Rivauto, Calogero Pedalà - L’Auto, Marco Clerici accompagnato da Stefano Falbo - Clerici Auto).

“Certamente”, ha commentato il dealer Toyota al suo ritorno in Italia, “mi ha tentato l’idea di poter visitare una fabbrica che produce già per Toyota e che poi ho scoperto produrre anche auto elettriche”. Una novità rispetto al 2010, l’ultima volta di Massimo Mancini in Cina: “Avevo bisogno di capire come e quanto la Cina fosse andata avanti e quali potessero essere le novità del momento. Oltre a questo, ho apprezzato lo spirito imprenditoriale dei miei colleghi, che ho avuto modo di conoscere meglio stringendo una bella relazione che continuerà sul campo”.

Imprenditore lungimirante - sei anni fa ha risposto all’uscita dal mercato europeo di Chevrolet acquisendo Toyota - Mancini è rientrato a Monza ragionando su due possibilità a breve e a medio termine: “A breve termine sicuramente quella di vendere i nostri ricambi in obsolescenza, perché il mercato cinese è famelico di ricambi; a medio termine la possibilità di distribuire in Italia prodotti cinesi di qualità”.

E qui il concessionario apre una parentesi: “Siamo stati in negozi di elettronica dove offrivano prodotti di bassa, media e alta qualità, ovviamente a prezzi differenti; i cinesi sono capaci di fare il prodotto Apple e quello a 100 euro”.

Detto questo, “le auto che abbiamo visto circolare a Guangzhou sono mediamente di fascia alta. Quello cinese è un mercato da 23 milioni di veicoli, il potenziale mercato italiano è da due milioni scarsi, non è difficile vederci a medio termine distributori di automobili cinesi, rigorosamente automobili elettriche”.