Asconauto

'Missione Cina', Tarcisio Riva: "Dobbiamo cambiare quacosa"

Tarcisio Riva: “È stato un viaggio decisamente positivo sotto tutti i punti di vista. Ringrazio Giorgio per questo lampo di genio”. Dove ‘viaggio’ sta per la partecipazione ad Auto Aftermarket a Guangzhou, in Cina, e ‘Giorgio’ è il presidente Doc Boiani.
L’antefatto. All’assemblea soci dello scorso maggio al Politecnico, l’intervento del Prof. Savaresi aveva acceso l’interesse dei dealer sull’automotive made in China, interesse che Boiani ha incanalato nella missione organizzata da Autopromotec.
Sono atterrati dall’altra parte del mondo, e non solo in senso geografico, quattro concessionari - Tarcisio Riva (Rivauto), Calogero Pedalà (L’Auto), Massimi Mancini (City Motors), Marco Clerici accompagnato da Stefano Falbo (Clerici Auto) - e Moreno Seveso, il cui ultimo incarico lo vede direttore generale di Mitsubishi e ora vuole “capire che cosa farò nei prossimi dieci anni”.

Il nostro report a puntate inizia con le riflessioni di Tarcisio Riva, fondatore e presidente della concessionaria comasca Toyota-Lexus Rivauto’.

Perché ha detto sì?
Perché la Cina è un Paese di cui sentiamo parlare tutti i giorni. E così ho preso al volo l’occasione per andarla a vedere, soprattutto a vedere il loro modo di lavorare.

Come definirebbe questa esperienza?
Decisamente molto positiva sotto tutti i punti di vista. Ringrazio Giorgio per questo lampo di genio.

Qualcosa che l’ha colpita in modo particolare?
Giochiamo in casa, perché con l’ibrido conviviamo da anni, il marchio che rappresento è stato il precursore di questa tecnologia, ma là abbiamo visto un altro mondo.
Visitare una loro fabbrica che produce solo elettrico è stato… impressionante. Organizzazione, ordine, pulizia… davvero pazzesco. Impressionante anche l’età media dei dipendenti, 21-22 anni, frotte di ragazzini… Dobbiamo cambiare qualcosa.

Rispetto al potenziale business dei ricambi si è fatto un’idea?
Quella dell’obsolescenza è la prima cosa a cui ho pensato: andiamo in Cina, visitiamo il salone del post vendita, magari riusciamo a trovare una strada per piazzare i nostri ricambi in obsolescenza. Ma non è il mercato cinese che può assorbire questo nostro mercato. Prima di tutto non ho visto modelli vecchi: a Guangzhou circolano le Lexus L6 come da noi le Giulia, ho visto BMW Serie 3 e Serie 5, Porsche Cayenne, Mercedes Serie 7… da spaventarsi. Hanno tutto: girano anche auto elettriche, ne girano un sacco. In una città di 12 milioni di abitanti, abbiamo visitato un concessionario Land Rover che vende mille macchine l’anno! Un’esperienza impressionante. Cosa vuoi dare l’obsolescenza a loro? La Cina vuole roba nuova, vuole tecnologia avanzata…

È tornato a casa abbattuto?
Abbattuto no, ma porto a casa la convinzione che il giorno che i cinesi decidono di sbarcare in Europa ci mangiano. Io tornerei là volentieri per copiare da loro, in tutti i settori, dai negozi ai bar, tutto che funziona, ordine e pulizia.
Mi aspettavo una Cina in evoluzione ma non così. Siamo andati un po’ da sprovveduti.
Con Doc, e anche con Autopromotec, ci converrà studiare i mercati europei per smaltire la nostra obsolescenza, per avviare contatti con i commercianti di auto. E magari organizzare un’esposizione come quella di Guangzhou ma in qualche Paese dell’Est. Con la guerra sui dazi, la vecchia Europa può tornare comoda.

Rifarebbe gruppo con i suoi colleghi? Come si è trovato?
Li conoscevo tutti, con Massimo siamo colleghi Toyota, Marco lo conoscevo già ma ho avuto modo di conoscerlo meglio, Calogero lo conoscevo da una vita e poi ci siamo persi di vista. Credo di aver creato un rapporto interpersonale, siamo andati tutti d’accordo e si è creata quell’amicizia che tra colleghi è molto importante.