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Sicurezza in officina, ci pensa Meleam

400 dipendenti e quasi 24 milioni di euro di fatturato annuo, cifre che ne fanno il primo operatore privato in Italia nel settore della medicina e sicurezza del lavoro, Meleam è dal 15 marzo partner Doc. Con l'amministratore delegato Pasquale Mario Bacco, di professione medico legale e docente universitario, abbiamo messo a fuoco la proposta per gli autoriparatori del consorzio. Partendo da un dato, anzi una data. 

25 maggio 2018. Che cosa succederà?
Entra in vigore il nuovo regolamento sulla privacy, completamente diverso da quello che era. Dalla salumeria alla piccola officina fino al gruppo da 300 dipendenti, tutti devono attuare la nuova procedura. Chi non la rispetta rischia sui due fronti: civile e penale. La legge ha concesso un anno di transizione, un anno per mettersi in regola che scade, appunto, il prossimo 25 maggio. 
Il grosso cambiamento è che non può più esistere l’autorizzazione di natura verbale, viene cancellata la vecchia norma che equiparava lo scritto al parlato.

Come si traduce per il riparatore?
Premesso che non esiste eccezione alcuna, che la legge è uguale per tutti e tutti hanno l’obbligo di attuare questa norma, dal 25 maggio l'autoriparatore chiederà al proprio cliente di  firmare un registro con cui lo autorizza a parlare del suo caso e solo del suo caso. 
È evidente che non è una norma che è stata fatta per il meccanico o il carrozziere o il gommista, il legislatore ha dovuto 'sparare nel mucchio', ma questo non lo esime dal rispettarla.

E qui interviene Meleam?
Esattamente. Il registro, che ha validità un anno e il cui costo di tenuta è di circa 400 euro (qualcosa meno a partire dal secondo anno), lo consegna e lo gestisce Meleam. 

Meleam sta per MEdicina Lavoro EAMbiente. Concretamente come vi relazionerete con il cliente Doc?
Il promoter è la persona conosciuta, è il nostro lasciapassare. Le aziende hanno tutte un loro storico, valuteremo quello che c’è da fare con una consulenza sul posto. Possiamo individuare tre fasi:
- Sopralluogo per capire lo stato dell’arte: se l’azienda è in regola con le visite mediche dei dipendenti, la formazione obbligatoria, la valutazione dei rischi (qualità dell’aria, rumore, vibrazioni, rischio chimico dei prodotti...)
- Calendarizzazione delle scadenze 
- Aggiornamento e segnalazione delle novità legislative. 
Sopralluogo e consulenza, gestione delle scadenze compresa, sono gratuiti. L'imprenditore, che sia il concessionario o l'autoriparatore, pagherà invece le visite mediche, i corsi di formazione, la redazione dei documenti.   
Acquisito il cliente Meleam, è importante sottolinearlo, si assume la responsabilità civile e penale.

Che squadra metterete in campo?
Abbiamo 400 consulenti, un centinaio nell’area di pertinenza di Doc. In un paio di mesi contiamo di visitare tutti i concessionari e gli autoriparatori clienti.

Con quali attese?
In vent’anni di attività non siamo mai scesi sotto il 30 per cento. Il nostro primo obiettivo è ottenere dei feedback positivi, sapere che il cliente ha avuto chiarezza. Se deciderà di farsi seguire da noi bene, il consorzio avrà comunque dato una consulenza gratuita.

Qual è il messaggio da far passare?
È importante insistere sui numeri della sicurezza. Senza fare terrorismo: oggi moriranno quattro persone e così domani e dopodomani... Altre persone perderanno la vista o resteranno senza dita… Il settore metalmeccanico è un settore coinvolto in modo importante. 
L’imprenditore non sempre sa che i numeri della sicurezza sono questi.

C'è anche un aspetto di risparmio economico?
I costi della sicurezza che, lo ricordiamo, sono a carico del datore di lavoro, portano a notevoli vantaggi fiscali che si concretizzano soprattutto nella notevole riduzione dei premi inail di cui il titolare gode spesso senza neanche saperlo in quanto fa tutto il consulente.
Escluse le visite mediche, circa 40 euro l’una, parliamo di 5-600 euro all’anno (oltre ai 400 del registro privacy); quindi tutto compreso un’azienda medio piccola, con quattro dipendenti, andrà a spendere 1.000-1.200 euro in un anno per quello che noi definiamo il 'pacchetto totale tranquillità'.
Il datore di lavoro deve vedere la problematica in senso assoluto: come non conviene avere un commercialista che ti fa pagare l’Iva e uno che ti fa pagare l’Irpef, noi siamo una struttura globale, che guarda a tutto.
Purtroppo, per definizione, non abbiamo clienti contenti, siamo fondamentalmente una tassa. Il cliente è contento quando ha una verifica, e si rende conto dello scampato pericolo.