Asconauto

Stefano Ricasoli (Förch): “Il lavoro è nel Dna del territorio Doc”

Ve le ricordate “le Sony”, nome proprio di azienda che negli anni 80 veniva usato indifferentemente per tutte le tipologie di cuffiette? Ecco, con “il Förch” sta avvenendo la stessa cosa. Quello che tecnicamente è uno sgrassante, un pulitore per freni, nel gergo degli autoriparatori è “il Förch”. Racconta l’aneddoto Stefano Ricasoli, responsabile di Distretto dopo una carriera ultraventennale nella società di matrice tedesca con sede a Bolzano, al termine della “riunione conoscitiva con Doc. Siamo partner ufficiali dal primo di gennaio e oggi ho avuto un incontro con Davide (Blatti, direttore del consorzio, Nda) e i suoi promoter. Ho visto una bella organizzazione, teste con delle belle idee”.

Andiamo per gradi. Come vogliamo presentare Förch al mondo Doc?
È una multinazionale tedesca fondata nel ‘63 che opera in Italia da trent’anni, ma è in particolare negli ultimi che abbiamo registrato un’impennata delle vendite e non solo. Dal 2015 abbiamo esteso la copertura territoriale a tutto il Paese attraverso la squadra di agenti: erano 25 nel 2012, oggi sono 140. Inoltre, in un anno condizionato dalla pandemia, siamo cresciuti del 7 per cento a quota 22,7 milioni di euro. Gli obiettivi erano più ambiziosi, puntavamo a 23,5 milioni, ma direi che è andata benissimo.

Förch è già partner di diversi consorzi AsConAuto. Doc è il tassello che mancava alla rete lombarda?
Lavoriamo da anni con Ucav, con Doc Brescia-Bergamo, con Miro… Il biglietto da visita del consorzio è prezioso, apre molte porte, e vogliamo ‘spenderlo’ bene. Ecco perché prima abbiamo organizzato e potenziato la squadra e poi siamo passati alla fase due, riuscendo a concretizzare una proposta completa. Il nostro obiettivo è quello di servire principalmente gli autoriparatori, ma collaboriamo con concessionarie di varie marche.

Puntando su che tipo di offerta?
Parliamo di oltre 100mila referenze. Per quanto riguarda l’automotive, che è una branca dell’universo Förch e nel territorio coperto da Doc fino a un paio di anni fa non era nemmeno preponderante, puntiamo sulla gamma dei chimici, prodotti di qualità estremamente elevata per la manutenzione in generale, dagli sbloccanti ai detergenti; sull’assortimento di protettivi motore, benzina o diesel.
E poi sulla gamma completa di attrezzature manuali (pinze e cacciaviti, per intenderci), e quella elettropneumatica (dai trapani alle smerigliatrici a filo o a batteria).
E ancora sui prodotti cosiddetti stagionali: andiamo verso la primavera - anche se con queste condizioni meteo ancora non sembra - e il settore della climatizzazione è ricco di proposte per tutto quello che riguarda la pulizia, la manutenzione, la riparazione degli impianti di condizionamento e refrigerazione. Da marzo cominceremo a fare promozioni ad hoc, specifiche per il consorzio e con sconti più elevati rispetto allo standard.

Promozioni che veicolerete in che modo?
Abbiamo sei agenti, di cui quattro storici che hanno già un loro portafoglio clienti (e tra questi non è escluso ci siano degli autoriparatori Doc). Si muoveranno in autonomia, oppure in affiancamento ai promoter, o ancora preceduti dai promoter che nelle loro visite provvederanno a lasciare il nostro volantino. Volantino che i meccanici e carrozzieri Doc troveranno anche in Area Riservata. Il nostro obiettivo è di visitarli tutti a cadenza regolare, almeno una volta al mese o anche più di frequente.

La consulenza fa parte dell’offerta?
Il servizio di consulenza passa, come primo step, dall’agente che ha fatto la visita in officina. Più che problemi sono richieste di informazioni tecniche specifiche: per esempio qual è la portata d’aria di un compressore (informazioni da catalogo), oppure come deve essere utilizzato un prodotto chimico o un dischetto da taglio o i giri minuti delle smerigliatrici...

Anche lei farà il ‘porta a porta’?
Certamente! Io giro con i venditori - a proposito, ho inserito nella rete degli agenti un giovane di 22 anni che ha una potenzialità esagerata - e vado ancora a bussare alle porte dove non ci conoscono. Se dici che sei di Doc ti ascoltano.
Gli autoriparatori hanno tutti voglia di lavorare, è il Dna di questi territori. Voglia di lavorare per rinascere, per tornare a sentirsi liberi. Il lamento è un vizio italico, però in queste zone si lamentano e intanto fanno andare le mani…