Asconauto

Sul Corriere della Sera i Cavarzan e il loro Militem

Tecnologiche, robuste, confortevoli, ma… non bastava. Ci voleva il tocco italiano - e cioè eleganza, design, cura e attenzione per i dettagli - per trasformare un buon prodotto in uno eccezionale. Stiamo parlando di Militem, marchio registrato che identifica i modelli Ferox, Hero e Magnum, elaborazioni di lusso dei suv Jeep (Wrangler e Renegade) e del pick up Ram 1500 che piacciono a imprenditori e liberi professionisti, gente dello spettacolo e dello sport, europei, russi, americani.

Una storia, e prima ancora un’idea, che nasce dalla mente di Hermes Cavarzan, ceo di Cavauto, raccontata da Federico Berni sulle colonne del Corriere della Sera sotto il titolo ‘Hermes Cavarzan e il sogno americano realizzato: Le mie Jeep made in Brianza’.

Nell’articolo si legge di un Hermes ragazzino che sognava a occhi aperti “davanti alla Mustang di suo zio e alle auto americane del papà”, che ha avuto l’intuizione di “unire meccanica e Dna delle vetture americane con il design, il gusto e l’eleganza italiana”. Ed ecco modelli fabbricati in serie limitata, che non passano inosservati ma che non sono nati per soddisfare il capriccio di qualche milionario eccentrico. “Dietro, una lunga gestazione, fatta di studi di marketing, di progetti scartati, di ore passate a studiare nel quartier generale di Monza (Militem è una divisione della quarantennale Cavauto, concessionaria socia Doc e distributore ufficiale dei marchi Cadillac, Corvette, Chevrolet U.S., Dodge e RAM e MILITEM e importatore per Chrysler, Ford U.S., Lincoln, GMC e Jeep U.S., NdA), del lavoro di una squadra di operai altamente specializzata nel capannone di Erba dove le auto prendono forma”. 

Comasco di nascita, milanese di adozione e formazione, Hermes Cavarzan fonda il suo gruppo nel 1980 a Cantù, come concessionaria Jeep e Saab. Al suo fianco oggi c’è il figlio Riccardo, 33 anni, responsabile commerciale e del settore sviluppo auto. Sua l’idea di “abbellire anche la carrozzeria, e arricchire la ciclistica, rialzare le ruote, applicare nuovi componenti, tutti rigorosamente made in Italy, i migliori al mondo. È come creare un vestito su misura, in cui il cliente sceglie, in questo caso, i rivestimenti interni e altro, ma si tratta comunque di modelli prodotti in serie”.

Federico Berni ricorda come l’ingresso sul mercato risalga al 2017 e la prospettiva sia di allargare la produzione, puntando all’inizio al mercato interno, e anche di favorire l’occupazione giovanile. “Per lavorare a queste auto c’è bisogno di creare operai specializzati, che non siano solo carrozzieri o meccanici: per questo - ha precisato Riccardo Cavarzan -  abbiamo pensato di formare dei giovani, che siano però particolarmente capaci. Abbiamo deciso di rivolgerci agli istituti professionali di Lecco e Como”.

E pensare che il giovane Cavarzan, oggi completamente assorbito da Militem, aveva altro nel suo destino: “La mia altra passione sono i cavalli, studiavo Scienze animali, poi d’estate mio padre, piuttosto che vedermi in giro per tre mesi a bighellonare in motocicletta, mi mandò a fare un po’ di pratica da un amico di famiglia che aveva un autosalone. Non sono più uscito da questo mondo, ma in fondo auto e cavalli hanno una cosa in comune: la velocità”.