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In Valtellina con il nuovo logistico Alex Penone

“Con i colleghi mi sto trovando benissimo. Nessuno che si sottrae, anzi, se hanno due minuti ne danno anche quattro”. A un mese dal suo ingresso nella squadra Doc, il logistico Alex Penone racconta e si racconta.

Cominciamo con un ‘chi è chi’?
Sono di Gordona ed è da quando avevo 18 anni - adesso ne ho 22 - che sono andato a vivere da solo. Prima di entrare in Doc ho fatto diversi lavori, cercando sempre di restare in area officina: avrei voluto fare il manutentore di automobili, ma anche se ho un’infarinatura generale cercano giovani con esperienza. Sono stato responsabile di pista al kartodromo di Colico, gommista in Svizzera, e ho visitato quattro officine dove mi hanno proposto un contratto di apprendistato di tre anni a 800 euro al mese. Troppo poco se vivi da solo.

In Doc come ci sei arrivato?
Conoscevo l’azienda e sapevo che si occupava solo di ricambi originali, che consegnava alle officine e alle carrozzerie. A marzo ero in Svizzera a lavorare come gommista, con permesso e contratto fino a fine 2020, ma ho dovuto rientrare in Italia e mi sono ritrovato bloccato dal Covid.
Mi sono guardato in giro finché un’agenzia interinale di Colico mi ha chiamato per propormi un colloquio con il direttore di Doc. Mercoledì ho parlato con Davide Blatti e il lunedì dopo ho iniziato con un contratto di sostituzione di due anni di Alessandro, un altro logistico.
Credo di aver fatto una buona impressione a Davide, e lui l’ha sicuramente fatta a me, anche con i dettagli dei giri logistici…

A proposito, qual è il tuo?
Parto la mattina da Colico, prima tappa in Iveco, poi vado a Talamona e poi consegne fino a Piantedo. Alle 9-9.15 entro in 'Super' verso Lecco, mi fermo a Valmadrera in Autotorino e da lì dritto al magazzino Doc di Briosco per lo scambio. Scarico e carico, parto, torno a Colico, scambio con Stefano - il collega che fa l’Alta Valle fino a Isolaccia e Bornio, Livigno - e vado fino a Sondrio. Non ogni giorno. Fa parte del mio giro anche tutta la Val Chiavenna. Alla fine sono circa 400 chilometri per una settantina di autoriparatori clienti.

Viaggi carico? Ti sembra che la ‘crisi da Covid’ stia passando?
Varia da un’officina all’altra, anche nella stessa zona ce ne sono che lavorano di più e altre che lavorano di meno. Per dire, il mio meccanico di Prata Camportaccio mi ha dato l'appuntamento tra due settimane per fare il mio tagliando perché è pieno, ma ci sono officine che ordinano due volte a settimana, poco alla volta, e sempre per lo stesso lavoro.
Io viaggio carico soprattutto per le carrozzerie che hanno macchine tanto ‘picchiate’: il primo giorno di lavoro ho portato 21 colli alla stessa carrozzeria, e venerdì scorso altri 15 in un’altra.
Per lavorare si lavora, a volte di più a volte di meno, ma non mi sembra di vedere una vera ripresa, siamo po' sempre sulla stessa linea.

I clienti come si rapportano con te?
Se hanno bisogno chiedono, io la mia disponibilità la do sempre, anche per mantenere il rapporto. È capitato per un ricambio da ritirare - era un reso e serve l’autorizzazione - di informarmi per poi far sapere. A volte faccio da tramite con il promoter, tra promoter e logistici c’è collaborazione e sono tutti disponibili.

La squadra Doc come ti ha accolto?
È veramente un bell’ambiente di lavoro, con i colleghi mi sto trovando benissimo. Nessuno che si sottrae, anzi, se hanno due minuti ne danno quattro.
Lo vedo anche con Giovanni (Ghislanzoni, a sinistra nella foto in home page, nda), il promoter che mi ha affiancato nei primissimi tempi per spiegarmi il giro logistico: nelle mie zone ci sono delle strade chiuse e ho alcune consegne scomode che mi possono portare via dieci minuti, un quarto d’ora, e a volte mi chiama e si offre di consegnare al mio posto. L’importante è che il cliente sia servito.

I pregi di Alex Penone?
Io, che sia mattino o pomeriggio, entro sempre con educazione. Sono disponibile per tutti, cerco di dare una mano, parlo e ascolto.

Che cosa fai nel tuo tempo libero?
Mi chiudo in garage e mi metto a lavorare sulla mia macchina, la passione è quella. Adesso ho un’Alfa Romeo Giulietta Quadrifoglio Verde che ho fatto diventare una Quadrifoglio Verde... un po’ più sprint. Da 235 a 330 cavalli. Se è bel tempo, vado a camminare in montagna - ho una baita - e in bicicletta. Mi tengo in forma.