Pragmatismo e positività sono la cifra di Giampietro Valerio, manager 45enne con un passato professionale nell’alta moda, da ottobre 2023 District Manager DOC. “Amo innovare”, dice di sé, “e nel consorzio ho trovato libertà di sperimentare e un gruppo di lavoro aperto”. Lo abbiamo incontrato nella sede di Briosco.
Come chiuderà questo 2025?
In calo, probabilmente tra il -6 e il -4 per cento, ma arriviamo da un post-Covid con crescite continue fino a un +10 per cento. Quando sei abituato a incrementi a doppia cifra anche una flessione contenuta viene vissuta molto negativamente, e gli imprenditori soci hanno reagito come da attese. Bisogna però considerare che il mercato dei ricambi è estremamente sensibile a fattori esterni: i fenomeni meteorologici (se non grandina le carrozzerie comprano meno) e ancora di più le politiche delle Case madri (l’impatto dei continui rialzi di listino è stato enorme).
La tendenza si invertirà. Il 2025 non è stato un anno di reset ma un anno ‘contaminato’ dalla forte presenza di competitor sul nostro territorio: placche che non fanno parte del circuito DOC, concorrenti che propongono anche l’originale, operatori che vendono online…
Il ricambio originale sta perdendo appeal?
Anzi! Il ricambio originale mantiene intatto tutto il suo valore: è la garanzia di un prodotto di qualità superiore con l’aggiunta dei servizi DOC. Ecco perché, insisto, chiudere in leggera flessione dopo anni di crescita è quasi un lusso.
A proposito di servizi: in che cosa si differenzia DOC rispetto al resto della rete AsConAuto?
La complessità della gestione di un consorzio come il nostro rende difficile fare paragoni, ma un dato è inconfutabile: DOC vanta il più alto numero di doppie consegne, raggiungiamo il 92 per cento dei 1.200 clienti distribuiti in quattro province. Manca soltanto una porzione di Valtellina, oltre Tirano, ma per centrare questo obiettivo servirebbe un furgone in più.
Sarebbe chiedere troppo ai dealer soci?
Un furgone in più significa investire in uomini e mezzi, ma già oggi, con vent’anni di storia e di conoscenza approfondita delle persone e del territorio, offriamo un servizio all’altezza sia ai riparatori sia ai concessionari.
Consorzio consolidato non vuol dire rinunciare a crescere: in piena sintonia con il presidente (in foto alla sua destra, nda) e tutto il Cda, mi sono mosso per aprire ai nuovi brand, quelli cosiddetti emergenti, contribuendo all’aumento dei volumi di vendite ricambi. Per sviluppare il fatturato bisogna aggiungere.
Ha accennato al presidente: è molto in sintonia con Lorenzo Cogliati…
Anche in passato ho lavorato a stretto contatto con gli imprenditori, soprattutto lombardi: hanno dei difetti ma un enorme pregio: il pragmatismo.
Faccio il manager da quando avevo 25 anni, io stesso ho una cultura e una forma mentis imprenditoriale. Io e Lorenzo abbiamo tanti punti in comune, e lo dico senza falsa modestia: intelligenza, schiettezza, apertura. Ci capiamo al volo. Il Cda asseconda il presidente perché è credibile, siamo credibili, ci spendiamo davvero per il consorzio.
Nel suo ruolo di District Manager, su che cosa fa leva?
Sulla motivazione, sul far sentire 33 persone tutte diverse parte di un unico progetto oltre che di un gruppo. Parlo con loro e cerco di andare incontro ai singoli bisogni, sono presente allo scambio, faccio rispettare le regole con autorevolezza. Servono capacità di mediazione e psicologia, serve leadership. L’attaccamento all’azienda è centrale, non è un caso che abbiamo logistici e promoter che sono andati in pensione con il consorzio.
Se il logistico è da sempre la faccia del consorzio, il promoter, invece, sta cambiando pelle?
Il promoter affronta un problema e lo risolve, anche all’interno del consorzio. Fa da ponte tra magazzino e autoriparatore, all’occorrenza sale sul furgone al posto del logistico, è il biglietto da visita degli agenti delle aziende partner (ne abbiamo di storiche, segno della qualità delle relazioni strette con il consorzio)…
Il promoter ha molte sfaccettature, ma non gli si chiede di essere un ‘super commerciale’, anche perché rischierebbe di entrare in conflitto con gli addetti al magazzino che hanno competenze specifiche sul singolo marchio. Il promoter è un facilitatore, il promoter DOC ha stile e personalità.
C’è qualcosa di cui Giampietro Valerio è particolarmente orgoglioso?
Senza andare troppo indietro nel tempo, DOC è il consorzio che ha portato più visitatori a Service Day: 80 studenti Enaip e 40 autoriparatori clienti. Come noi nessuno.