“Andiamo a prendere e riconsegnare l’auto, la restituiamo lavata dentro e fuori, cerchiamo di trattare il cliente come vorremmo essere trattati noi. Anche il modo di accogliere fa la differenza”. Pierluigi Giussani, titolare dell’omonima carrozzeria di Lissone (Mb), spiega in poche parole l’alto tasso di fidelizzazione dei suoi clienti.
Non ha citato la qualità del lavoro…
Quella la diamo per scontata.
Cent’anni di attività parlano per voi?
Pensi che in ufficio ho appesa una fattura del 1921 intestata a mio nonno ‘Giussani Severino – Costruttore di Carri in Genere’: 95 lire, pagate 90. All’epoca c’erano i carretti in legno…
La carrozzeria ‘moderna’, invece, nasce con papà Mario nel 1948. Io ho iniziato da ragazzino, lo studio non faceva per me. Ufficialmente sono entrato in società nel 1975, a 18 anni, lavorando insieme a mio padre e ai dipendenti. Piano piano ho preso in mano l’attività. Oggi, con me titolare unico, lavorano mio figlio Fabio, due dipendenti e mia sorella Franca che segue l’amministrazione.
Siete ancora nella sede delle origini?
La struttura è quella del 1948, ristrutturata negli anni e ampliata fino agli attuali 750 metri quadrati coperti, ben organizzati: per esempio, la zona di verniciatura è separata da quella di finitura.
Siamo molto vicini al centro storico, abbiamo anche un cortiletto interno che è un po’ una valvola di sfogo. Il vero problema è proprio la posizione: oggi, in pieno centro, fare questo mestiere è sempre più complicato tra fumi, normative e permessi. E non è un’attività che si può portare avanti affidandosi ai prestatori d’opera.
Nel tempo abbiamo comunque installato il braccio aspirante per i fumi e realizzato gli interventi richiesti dai vigili del fuoco. Il forno ha ormai qualche decennio, ma prima di investire in uno nuovo dobbiamo pensarci bene.
Carrozzeria o multiservizio?
Carrozzeria. Lo spazio ci sarebbe anche per inserire una piccola officina, però al momento ci limitiamo alla meccanica leggera, legata al sinistro, e a qualcosina di gomme solo per i nostri clienti.
Com’è il giro di lavoro?
Non c’è più la continuità di una volta. Le auto moderne ormai frenano da sole, tengono la strada, hanno tanti sistemi di assistenza.
Contiamo una decina di ingressi a settimana, soprattutto utilitarie e vetture di fascia media e medio-alta, senza arrivare alle supercar.
Io ho iniziato negli anni Settanta e la differenza si vede eccome. Mio padre faceva anche le centinature dei camion, ma era complicato dal punto di vista logistico. Invece, ripariamo veicoli commerciali fino ai 35 quintali, siamo in una zona con molti mobilifici.
L’elettrico? Proprio ieri abbiamo consegnato una Tesla. Collaboriamo con aziende dei circuiti, come Maestri della Grandine, che si appoggiano alla nostra struttura: i loro tecnici eseguono l’intervento specifico, se poi c’è da riverniciare un cofano o fare altre lavorazioni, subentriamo noi. Non è una collaborazione particolarmente remunerativa, aiuta a portare nuovi clienti.
Se guarda ai bilanci?
Il 2025 è stato il nostro anno peggiore. Il 2024, anche grazie alle code delle grandinate dell’anno prima, era stato eccezionale. Il 2026 è partito in sordina ma negli ultimi due mesi stiamo vedendo una ripresa.
Consideri che non abbiamo nessuna convenzione, la clientela è privata, collaboriamo solo con una concessionaria che canalizza parte del lavoro.
In fatto di ricambi qual è la scelta Giussani?
I ricambi di concorrenza li utilizziamo soltanto su auto che valgono mille euro. In questo momento, per esempio, stiamo lavorando su una BMW X3 seminuova e tutti i ricambi arrivano dalla concessionaria ufficiale. Capita raramente che qualcuno si presenti con i pezzi nel bagagliaio. Se si tratta di un cliente conosciuto posso anche accettarlo, ma se non l’ho mai visto rifiuto: non so dove li ha presi, se vanno bene… chi si assume la responsabilità?
Chiedo la disponibilità in magazzino, preparo il preventivo e ne parlo con il cliente. Nella maggior parte dei casi la risposta è: “Fai tu”.
Come si relaziona con i magazzini?
Uso ARiA, raramente telefono. È più facile che siano i magazzinieri a contattarmi, magari per dirmi che stanno mandando uno spaccato. Il portale funziona bene, c’è però un problema che ho già segnalato: continua a chiedermi il PIN nonostante la sessione sia attiva, e ogni volta si perdono minuti per riattivare la procedura.
Lo ha detto al suo promoter?
Filippo Brivio, il mio riferimento anche per le emergenze. È lui che mi ha insegnato a usare ARiA, anche per inviare le foto. Speriamo si risolva…
Sono cliente DOC da molti anni. Di recente abbiamo riparato una Lexus e i ricambi sono arrivati da Curno: pensi se avessimo dovuto andare a prenderli. Il vantaggio principale è proprio la praticità del servizio di consegna.
Le concessionarie più strutturate sono sempre molto efficienti, ma in generale tutte sono collaborative se abbiamo bisogno di assistenza, l’importante è aver acquistato i ricambi da loro.