Il carrozziere Paolo Giussani: “Giovani  da formare, io voglio il foglio bianco”
Il carrozziere Paolo Giussani: “Giovani da formare, io voglio il foglio bianco”

Il carrozziere Paolo Giussani: “Giovani da formare, io voglio il foglio bianco”

21/07/2025

“Il futuro? Lo vedo in Svizzera con mia moglie, a fare il dipendente!”. Scherza ma non troppo Paolo Giussani, socio titolare insieme al padre della Carrozzeria Giussani Biagio di Albiate (Mb).

Figlio d’arte suo malgrado?
Studiavo ragioneria quando papà ha avuto un grave problema di salute. La carrozzeria era l’unica fonte di reddito, e con una mamma casalinga e una sorella più piccola di dieci anni che cosa avrei dovuto fare? Dopo il diploma sono stato inquadrato come collaboratore familiare fino al 2018: l’azienda è diventata una srl e a quel punto ho preso il 51 per cento delle quote.

E suo padre?
Con i suoi 76 anni è ancora una presenza molto attiva. Nel frattempo, i quattro dipendenti dei primi anni sono raddoppiati (e a questi vanno aggiunti tre verniciatori che sono prestatori d’opera) e nel 2007 ci siamo trasferiti, passando dai 250 metri quadrati coperti in centro Albiate ai mille di un capannone della zona industriale.
Stiamo cercando personale, ragazzi da formare, gli ultimi due li stiamo tenendo ‘legati’ con le prospettive di crescita. Siamo autorizzati Jaguar Land Rover e un altro marchio è in arrivo, i dipendenti che sono con noi da più tempo fanno regolarmente i corsi di aggiornamento della Casa; li faranno anche gli altri, ma è un investimento, dovranno dimostrare che vogliono restare. Il capofficina è con noi dal 1982, se è ancora qui un motivo ci sarà.

Con le scuole collabora?
Ha appena finito lo stage, e per noi è stata una prima volta, un ragazzo che frequenta un corso di alta formazione a Verona, ha visto la nostra struttura online e ha chiesto alla sua scuola di proporsi per uno stage. Ci ha scelto. È andata bene, ma a settembre tornerà a frequentare.

Più personale vorrebbe dire più servizi?
Anche, non abbiamo personale a sufficienza per offrire altro che non siano i servizi di carrozzeria: la meccanica è legata al sinistro, per gli Adas si appoggiamo a un’officina vicina, il tecnico levabolli arriva a chiamata…
Dovremo sempre più specializzarci sui marchi, è questione di anni e poi il carrozziere generico andrà a scomparire: per certi lavori, per esempio fare il fianco di un Range Rover in alluminio, non funziona più il metodo di lattoneria classico, le indicazioni della Casa sono chiare. Ecco perché dico che voglio giovani da formare da zero, se solo sono minimamente impostati fanno fatica a imparare. Io voglio il foglio bianco.

Oggi com’è il giro di lavoro?
Siamo sul migliaio di ingressi l’anno, per la stragrande maggioranza vetture, con il marchio che pesa per un 30 per cento (ma per l’indotto molto di più). Collaboriamo con Lombarda Motori, City Motors, Autolocatelli e Autonovara, concessionarie che canalizzano parecchio e per cui ripariamo le auto sinistrate e prepariamo il nuovo e l’usato. Facciamo anche vendita, per ora è un esiguo 2 per cento, confido che la collaborazione da poco avviata con un libero professionista possa dare frutti.
Jaguar Land Rover a parte riparo tutti i brand e tutte le tipologie di auto, però ci siamo fatti la nomea di carrozzeria cara, è difficile, e mi dispiace, che entri la Panda. Il grosso sono vetture di fascia media e medio alta, non super car ma la Porsche è di casa. Siamo anche Extreme-Plus Point, la clientela è di livello alto: ci scelgono per la qualità e perché garantiamo la gestione totale del sinistro, con anche un supporto legale se serve.
L’elettrico? Ne vediamo poco, abbiamo comunque predisposto l’area quarantena e ci siamo attrezzati con la wall box, quando riconsegni l’auto la batteria deve avere l’80 per cento di carica.

Il 2025 come sta andando?
In leggero calo rispetto all’anno scorso, forse paghiamo l’assenza di grandinate pesanti.

Pentito di non essersi convenzionato?
Non voglio padroni in casa mia e voglio qualità. Ho lasciato Axa quando ha iniziato a proporre ricambi non originali.
Il ricambio originale ha una qualità superiore. Di concorrenza non montiamo praticamente niente: i fanali si appannano, le aree dei parafanghi non sono giuste… già mio papà tanti anni fa aveva scelto di lavorare con l’originale.

E quindi con DOC?
Il 90 per cento degli ordini di ricambi originali, ordini fatti su ARiA, arrivano con un furgone DOC. Siamo clienti da sempre, abbiamo la doppia consegna, è un sistema che funziona.
Dove si può migliorare, e ne ho parlato più volte con Filippo (Brivio, promoter di riferimento, nda) che fa quel che può, è lato concessionarie: con quelle con cui collaboro è più facile perché ho rapporti diretti, in generale ci vorrebbe più assistenza, ci sarà sempre bisogno del supporto della concessionaria.