Spiega Giorgio Ghezzi: “Io faccio gli ordini per telefono, mia figlia col portale”. Una frase che racconta un’azienda e un ideale passaggio di consegne padre-figlia. In Autosovico, officina che prende il nome dal comune in provincia di Monza e Brianza in cui ha sede, la responsabile revisioni è infatti Federica Ghezzi.
La successione è tracciata?
Da una parte lo spero, dall’altra so che sarebbe una strada impegnativa, soprattutto se Federica vorrà costruirsi una famiglia.
Intanto, che cosa dobbiamo sapere di Autosovico?
L’ho fondata nel 1992 insieme a un socio, in pensione dal 2017. Io stesso ho 64 anni e 50 anni di lavoro alle spalle.
Oggi sono titolare unico e mi affianca mia moglie Giovanna, che segue l’amministrazione. Nostra figlia ha una formazione tecnica, si è laureata in Design e Prodotto Industriale al Politecnico di Milano e ha scelto di venire in officina. Completa il team un collaboratore storico, con noi da più di vent’anni. Stagisti ne ho avuti ma al momento non ne prendo, non avrei il tempo necessario da dedicare alla loro formazione.
Siamo una piccola realtà che opera nella sede in cui è nata, circa 330 metri quadrati coperti e ristrutturati.
Una superficie adeguata al giro di lavoro e all’offerta di servizi?
Il potenziale è molto più alto, ma l’attività di officina oggi è complessa e richiede continui investimenti in software e strumentazioni. Facciamo il nostro: meccanica, revisioni, pneumatici, elettrauto. Siamo un’officina meccatronica che guarda al multicenter senza forzature.
E che ha scelto di restare multimarca…
Sì, abbiamo rinunciato ai cartelli – all’epoca molto costosi e vincolanti – e puntato forte sulle revisioni: se il cliente apprezza il servizio, ci siamo detti, tornerà. Ed è quello che succede.
Contiamo mediamente una decina di ingressi al giorno, soprattutto vetture di fascia medio-bassa. La tendenza di oggi è a riparare piuttosto che comprare.
Le auto dei marchi Stellantis sono quelle che vediamo con maggiore frequenza e anche con molte complicazioni, soprattutto sui diesel e i sistemi FAP. L’elettrico invece è ancora marginale: freni e gomme capitano, mai di intervenire sul motore.
Per la diagnostica in generale siamo attrezzati con diversi tester Texa, Bosch e Marelli.
Guarda al futuro con serenità?
Siamo in crescita anno su anno, si lavora fin troppo, dovremmo iniziare a fare un po’ di selezione. Non dico che si lavora per niente, ma i margini sono ridotti e le responsabilità tante. La nostra è una clientela esclusivamente privata.
A cui propone il ricambio originale?
L’originale vale sempre la pena: io sono più tranquillo quando il cliente lo chiede. Ma c’è anche chi vuole solo risparmiare e allora si va sull’aftermarket. Non su tutto: per i componenti di sicurezza, elettronica e sensori, se non si vuole ‘tribulare’ ci vuole il ricambio originale. Qualcuno prova a portare il ricambio che ha comprato da sé, ma sono pochissimi, e io cerco di spiegare che non è una pratica corretta, anche per una questione di garanzia.
L’originale arriva in Via Achille Grandi con DOC?
Siamo diventati clienti appena ho potuto, il servizio è ottimo, abbiamo anche la doppia consegna. E il rapporto con le concessionarie è buono: quando serve una mano la danno, dipende sempre da come ci si pone.
La disponibilità – sto leggendo le recensioni su Google – è anche un tratto di Autosovico…
Siamo un’officina di paese, ci si conosce tutti. Comunque, sì, la disponibilità è un nostro punto di forza.