La storia di famiglia – il padre Enrico che avvia l’attività nel 1964 nella sede di Via Milano a Meda (Mb) e i figli che nel 2009, alla sua morte, separano le partite iva continuando per altri nove anni a condividere il capannone – la racconta il carrozziere Mauro Busnelli su queste pagine web). Ora completiamo il quadro con la testimonianza del fratello Massimo, titolare di Busnelli Autoriparazioni, intercettato all’ora di pranzo con le mani dentro un motore.
Nemmeno il tempo di un panino?
Oggi ci vorrebbe la bacchetta magica, ci troviamo ad affrontare sempre più fastidi e problemi, soprattutto perdite di tempo.
Qui con me c’è mio figlio William, che ha 23 anni ed è un bravo meccatronico, ma i giovani sembrano abitare su un altro pianeta, non ne conosco interessati a questo mestiere. Ho un operaio che lavora con me da trent’anni e un tecnico in più farebbe comodo, ma non intendo assumere, a noi artigiani non conviene.
Nemmeno trasferirsi nel nuovo capannone con suo fratello carrozziere?
Ho sessant’anni e faccio il meccanico da quarantacinque. Lavoro ancora dodici-quattordici ore al giorno, però non ho più l’energia di una volta. Io e mio fratello continuiamo a essere un punto di riferimento, anche professionale, uno per l’altro, ma sarà William a decidere se trasferirsi o meno. Io sto bene qui.
Che cosa ripara?
Il circolante tranne le supersportive, che non sono il mio campo, e le minicar. Cerchiamo di mettere una pezza a tutto, le auto sono sempre più vecchie e malmesse e, per noi, questo rappresenta un’opportunità di lavoro. Trovare i guasti, però, è dispendioso e spesso non si riesce a far pagare il tempo impiegato perché il conto della riparazione diventerebbe troppo alto. Ci sono clienti che rinunciano: un impianto di climatizzazione da migliaia di euro? Meglio lasciar perdere.
Ogni settimana facciamo preventivi su preventivi per macchine che non verranno mai riparate. È tempo perso. Il lavoro non manca, la cosa difficile è renderlo redditizio.
L’elettrico lo ripara?
Potrei ma cerco di evitarlo, ho fiutato il pericolo, meglio che ci pensino le concessionarie (ho clienti che ogni tre mesi sono in Casa madre per problemi di batterie).
L’ibrido invece funziona, soprattutto i marchi giapponesi e coreani. E quando serve chiedo supporto in concessionaria, non è facilissimo arrivarci ma quelle del circuito DOC non lo negano.
Qual è la sua politica ricambi?
Originale quando l’auto è nuova o appena uscita dalla garanzia, oppure quando è l’unica opzione. Il ricambio originale è di qualità superiore ed è affidabile, cosa che non sempre si può dire dei ricambi di concorrenza, il problema sono i prezzi che continuano a salire.
Io cerco di andare incontro al cliente, mi è capitato più di una volta di suggerirgli di cercare il pezzo da un demolitore, di sicuro io il tempo di farlo non ce l’ho, al massimo di montarlo.
C’è qualcuno che arriva con i ricambi già nel baule, io cerco di scoraggiare queste pratiche, a meno che non siano clienti che mi danno fiducia o che conosco da anni.
Del servizio DOC è soddisfatto?
Mi hanno appena consegnato un ricambio. Il servizio funziona, faccio l’ordine con ARiA e il furgone arriva, anche due volte al giorno se serve. E per qualunque problema c’è Filippo (Brivio, promoter di riferimento, nda): lo chiamo e lui risolve.